© CIA.it - Pubblicata il 07/04/2008
La Cia incontra a Taranto il candidato premier del Partito Democratico Walter Veltroni e sollecitata un forte impegno per ridurre il pesante onere della macchina amministrativa sia sul sistema imprenditoriale che sui cittadini, il presidente Giuseppe Politi: basterebbe «tagliare» del 25 per cento il carico burocratico per avere a disposizione più di 5 miliardi di euro, indispensabili per mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari settori produttivi.
Supera i 2 miliardi l’anno il «costo» burocratico per le imprese agricole italiane. Montagne di carte e adempimenti amministrativi a non finire stanno provocando effetti pesantissimi sul settore. E tutto ciò si traduce in un forte ostacolo alla crescita economica, con incidenza negativa sull’occupazione e la competitività. Da qui la necessità urgente di un deciso «taglio» alla macchina della burocrazia nel nostro Paese. E’ quello che ha sollecitato la Cia-Confederazione italiana agricoltori al candidato premier del Partito Democratico Walter Veltroni nell’incontro che si è tenuto oggi a Taranto.
Oggi -ha affermato, nel suo intervento, il presidente della Cia Giuseppe Politi- è di 14,9 miliardi di euro (circa 12.000 euro, in media, per impresa), di cui più di 3 miliardi addebitabili ai ritardi, ai disservizi e alle inefficienze della pubblica amministrazione, l’»onere» della burocrazia per l’intero sistema imprenditoriale nazionale. Non basta. Per ogni cittadino italiano c’è un costo che supera i 5.500 euro. E tutto ciò rende la nostra «macchina amministrativa» la più cara tra quelle europee, seconda solo alla Francia, dove, tuttavia, l’apparato pubblico, sia in termini di efficienza che di performance, è nettamente migliore del nostro.
«Potremmo avere a disposizione oltre 5 miliardi di euro solo se -ha aggiunto Politi- venisse operata una riduzione del 25 per cento del carico dell’apparato burocratico, che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per cento dell’Unione europea). Una somma con la quale si potrebbero mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari settori produttivi».
D’altra parte, per le imprese l’ammontare delle spese burocratiche -è stato sottolineato dalla Cia- è da addebitare per il 46 per cento a costi esterni e al restante 54 per cento a costi interni all’azienda.
Non solo. Una scarsa trasparenza e un linguaggio complesso e troppo spesso astruso continuano a rappresentare -è stato sostenuto durante la manifestazione di Taranto- un intralcio notevole per le imprese. Una complessità alla quale si aggiungono ritardi nelle risposte e un’assistenza pressoché nulla da parte dell’amministrazione. Elementi che spingono la quasi totalità delle aziende a rivolgersi a tecnici esperti per poter interpretare il mondo della burocrazia.
«Abbiamo a che fare -ha evidenziato Politi- con un vero e proprio ‘mostro’ dai mille tentacoli che impedisce di sviluppare in maniera adeguata l’attività imprenditoriale. Non a caso, abbiamo promosso una Petizione popolare rivolta al presidente del Consiglio con la quale vercare di porre la parola fine a questa assurdità. Insomma, intendiamo assicurare nei rapporti con la pubblica amministrazione la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti, semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, ridurre il costo della burocrazia, valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale».
«Il costo degli adempimenti amministrativi diventa sempre più pesante. Basti pensare -ha rilevato il presidente della Cia Giuseppe Politi- che ogni anno servono più di 100 giornate di lavoro per rispondere agli obblighi di carattere burocratico. E questo non lo diciamo noi. Lo sostiene una recente indagine dell'Istat nella quale si evidenzia che l’onere del rapporto azienda-macchina pubblica pesa per il 30 per cento sul costo complessivo del lavoro per i piccoli e medi imprenditori».
«Per questo -ha ricordato Politi- abbiamo promosso la Petizione. La nostra mobilitazione è stata forte e capillare e continueremo su questa strada. Intendiamo assicurare nei rapporti con la pubblica amministrazione la certezza di tempi e il riconoscimento dei diritti, semplificare i rapporti tra imprese, cittadini e pubblica amministrazione, ridurre il costo della burocrazia, valorizzare la sussidiarietà verticale e orizzontale».
«La semplificazione amministrativa, lo snellimento delle procedure e la riduzione degli oneri burocratici -ha sostenuto il presidente della Cia- rappresentano, d’altronde, un’esigenza fondamentale per una società che deve crescere. Gli orientamenti dell’Europa vanno tutti in questa direzione, mentre l’Italia, purtroppo, è ancora di gran lunga indietro su tale particolare versante . E la conseguenza è una sola: le aziende sono sempre meno competitive e i cittadini sono costretti a confrontarsi con un’amministrazione che richiede tempi lunghissimi e insopportabili, costi sempre più onerosi».
E nel documento che la Cia ha predisposto per le prossime elezioni politiche e che oggi ha consegnato al candidato premiere del Partito Democratico Veltroni, si evidenzia la necessità di promuovere la semplificazione e l’efficienza della macchina amministrativa. Serve -si afferma nelle proposte della Confederazione- un impegno preciso e realizzabile in tempi certi per migliorare il rapporto tra utenti e pubblica amministrazione basato sulle direttrici: maggiore coordinamento tra le Amministrazioni; dichiarazione unica; implementazione delle nuove tecnologie informatiche e telematiche;accesso diretto alla rete; principio di sussidiarietà nei confronti delle rappresentanze sociali; introdurre nel nostro ordinamento la «valutazione di impatto burocratico» sui provvedimenti all’esame del Parlamento.
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