Alimentare
La Cia chiede di avviare un Tavolo di confronto sul problema api
Contro la strage di api sospendere immediatamente l'uso di alcuni fitofarmaci
Il presidente della Cia Giuseppe Politi scrive al ministro De Castro: è un problema grave che va affrontato con interventi tempestivi. In attesa di una verifica scientifica e nel rispetto del principio di precauzione, bloccare i preparati contenenti neonicotinoidi utilizzati per la concia delle sementi che potrebbero essere una delle possibili cause della "moria"
© CIA.it - Pubblicata il 08.04.08

Tavolo permanente di confronto aperto ai rappresentanti dei ministeri della Politiche agricole, della Salute e dell'Ambiente, alle associazioni apistiche, alle organizzazioni professionali agricole, ai sementieri e alle imprese di agrofarmaci; in attesa di una verifica scientifica e nel rispetto del principio di precauzione immediata sospensione di alcuni tipi di fitofarmaci soprattutto quelli utilizzati per la concia delle sementi che contengono neonicotinoidi e potrebbero essere una delle cause della moria di api; misure finanziarie a sostegno degli apicoltori, oggi in pesante difficoltà.
E' quanto sollecitato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori per poter affrontare il gravissimo problema. In poco tempo è scomparso oltre il 50 per cento del patrimonio apistico del nostro Paese.
Siamo in presenza di una situazione allarmante. Basti pensare -afferma la Cia- che le api contribuiscono per oltre l'80 per cento all'impollinazione delle coltivazioni. Non è, quindi, a rischio soltanto la produzione di miele. In pericolo vi sono molte colture e possono esserci riflessi negativi anche nel settore zootecnico, vista l'importanza che riveste l'impollinazione nei confronti dei pascoli e del foraggio.
Servono, di conseguenza, provvedimenti mirati a sostegno del settore che conta più di 50 mila apicoltori, oltre un milione e 200 mila alveari, una produzione di miele che supera le 10 mila tonnellate l'anno. Non solo. Occorre evitare che la moria delle api prosegua e abbia ulteriori conseguenze per l'intero ecosistema e la biodiversità.
Per tale ragione, gli apicoltori della Cia hanno partecipato al sit-in di oggi davanti al ministero delle Politiche agricole e il presidente Giuseppe Politi ha scritto una lettera al ministro delle Politiche agricole Paolo De Castro nella quale sollecita un intervento tempestivo e concreto per evitare che la moria delle api provochi ulteriori conseguenze. «Oltre ai cambiamenti climatici che influiscono sulla flora spontanea, alle malattie dovute ai parassiti, allo stress, una delle possibili cause individuate -evidenzia- è la diffusione di alcuni fitofarmaci sistemici, in agricoltura, soprattutto quelli utilizzati per la concia delle sementi».
D'altronde, risulterebbe che «in concomitanza con la diffusione e l'impiego di seme conciato con questi prodotti -scrive Politi- gli apicoltori delle zone fortemente vocate a questa coltivazione hanno riscontrato un'alta mortalità e spopolamento degli alveari, con danni che si sono ripercossi per tutta la stagione comportando perdite anche totali della produzione».
«Tali fitofarmaci, oltre alle mortalità provocate da possibili errori durante il loro impegno, sono sospettati -sottolinea il presidente della Cia- di indurre alterazioni sul comportamento, sull'orientamento e sull'attività sociali della api, anche in dosi minime». Da qui l'invito di Politi «ad applicare anche in questo caso il principio di precauzione» e a sollecitare il ministro «ad intraprendere i passi necessari alla soluzione del problema»: E tra questi, il presidente della Cia chiede, in attesa di un reale riscontro scientifico, di sospendere subito i preparati contenenti neonicotinoidi in agricoltura e di predisporre rapidamente tutte le procedure per rivedere l'autorizzazione dei principi attivi che non si limitino allo studio degli effetti immediati, ma a quelli nel medio e lungo periodo per tutto l'insieme delle forme viventi».
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