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Sentenza Call Center: dichiarazione del Ministro Damiano

«E’ molto importante e positiva la sentenza della Cassazione relativa ai lavoratori dei call center che, prestando servizio nella struttura di una società, hanno diritto ad un contratto di lavoro subordinato»

© LAVORO.GOV.it - Pubblicata il 16/04/2008

 
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E’ molto importante e positiva la sentenza della Cassazione relativa ai lavoratori dei call center che, prestando servizio nella struttura di una società, hanno diritto ad un contratto di lavoro subordinato.

Questa sentenza è l’autorevole conferma delle scelte operate dal Ministero del Lavoro a proposito del lavoro svolto nei call center.
Già una prima circolare applicativa della Legge Biagi, del giugno 2006, chiariva la natura di lavoro subordinato e non autonomo in questo settore di attività, a fronte di un abuso di lavoro a progetto senza reale autonomia.

L’ultima circolare del Ministero del marzo 2008 ha definitivamente chiarito che, non solo nel caso di lavoro inbound (ricezione di telefonate), ma anche nel caso di lavoro outbound (effettuazione di telefonate), si tratta di lavoro meramente subordinato.
La circolare del giugno 2006, il successivo avviso comune delle parti sociali e l’inserimento di tali normative nella Legge finanziaria del 2007, hanno consentito la stabilizzazione con contratto a tempo indeterminato di oltre 22 mila lavoratori dei call center.

Nel decreto Milleproroghe di inizio 2008 la normativa e gli incentivi per la stabilizzazione sono stati prorogati fino al mese di settembre.
Questo potrà consentire una nuova fase di stabilizzazione che definirà misure omogenee nel mercato del lavoro del settore, consentendo una piena concorrenza leale tra le imprese e adeguate tutele per i lavoratori.
Un’azione di successo che, al di là di tante parole, ha guardato all’interesse dei giovani. Infatti l’età media dei lavoratori del settore è di circa 30 anni: il 70% è composto da lavoratrici e i titoli di studio sono lauree, con relativi master e diplomi di scuola superiore.

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