© CONFESERCENTI.it - Pubblicata il 17/04/2008
Petrolio, prodotti alimentari, prezzi amministrati e salari, è lunga la lista dei fattori che rappresentano rischi di futuri e ulteriori rialzi del tasso di inflazione dell'area dell'euro presente sul Bollettino della Bce.
Ma soprattutto per la Banca centrale europea «esiste il rischio che il processo di formazione di salari e prezzi acuisca le pressioni inflazionistiche. Sullo stato di tenuta dell’economia la Bce non è pessimista sostenendo che «continua ad avere fondamentali solidi e non presenta squilibri significativi».
La Bce descrivendo «l'elevata incertezza» collegata alle prospettive di crescita, dedica particolare attenzione ai rischi collegati alle «turbolenze finanziarie» che stanno colpendo i mercati dallo scorso mese di agosto.
Il livello di incertezza collegato a tale fattore «resta insolitamente elevato e le tensioni si potrebbero prolungare oltre l'orizzonte temporale che ci si attendeva inizialmente». Al momento, comunque, le turbolenze non sembrano aver influenzato il mercato monetario e quello del credito.
A livello complessivo, per la Bce rimane l'inflazione la maggiore fonte di preoccupazione, che sottolinea come la corsa dei prezzi «dovrebbe rimanere significativamente al di sopra del 2% nei prossimi mesi, con una graduale moderazione nel corso dell'anno».
Per fronteggiare i rischi di nuovi aumenti - in una «fase piuttosto prolungata di inflazione temporaneamente elevata» - collegati in particolar modo alla spirale prezzi-salari, la Banca centrale europea chiede che «tutte le parti coinvolte mostrino senso di responsabilità » per evitare «effetti di secondo impatto sul processo di formazione dei salari e dei prezzi connessi al rincaro dei prodotti energetici e alimentari».