venerdì, 22/08/2008, 5.14.46 h

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Nuove politiche per sviluppare le agricolture dei paesi più poveri

Emergenza cibo: “sì” all’abolizione degli aiuti ai biocarburanti

Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea l’esigenza di fronteggiare il problema delle carenza di scorte alimentari con adeguate iniziative. Un fermo ”no” a misure neo-protezionistiche. L’abolizione dei sussidi agricoli non risolve le questioni oggi aperte

© CIA.it - Pubblicata il 22/04/2008

 
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Abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; «no» a politiche neo-protezionistiche; aiutare con programmi seri i paesi più poveri a sviluppare le loro agricolture, sono queste alcune delle proposte rilanciate oggi dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi davanti al grave problema dell’emergenza alimentare con drammatico calo delle scorte, e alla corsa al rialzo delle materie prime agricole spinte dalla speculazioni internazionali.

«Siamo d’accordo con il Fondo monetario -ha affermato Politi- nell’abolizione dei sussidi destinati a chi coltiva solo ed unicamente per le produzioni ‘no food’, per i biocarburanti. Diversa la nostra posizione per i sussidi agli agricoltori che producono per l’alimentazione e con il loro impegno tutelano e valorizzano l’ambiente. La loro abolizione non avrebbe alcun effetto. Ma soprattutto non aiuterebbe i paesi più poveri della Terra che oggi vivono il dramma della fame».
«D’altra parte, proprio l’Ue in questi ultimi anni ha ridotto notevolmente il sostegno agricolo. Oggi -ha evidenziato il presidente della Cia- si spende meno e meglio per la Pac. Ulteriori riduzioni ci saranno nei prossimi mesi».

«La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo richiede politiche nuove. Fino ad ora -ha sostenuto Politi- abbiamo assistito ad una crescita consistente di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre intervenire con aiuti; ma è altrettanto vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando, soprattutto di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso le più moderne tecnologie e l’innovazione».

«Il pericolo del neo-protezionismo, comunque, incombe. Per questo motivo -ha concluso il presidente della Cia- occorre evitare l’innalzamento delle barriere doganali e nuove politiche dei dazi che avrebbe un effetto fortemente negativo specialmente per i paesi più poveri».

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