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Il prezzo della carne a marzo 2008 non ha subito variazioni di rilievo rispetto ai mesi precedenti

Carovita, Mr. Prezzi: «carne stabile per calo consumi»

«C'è una sostanziale stabilità dei prezzi che si dovrebbe confermare anche nei prossimi mesi, a causa del calo dei consumi dovuto alla limitazione dei redditi»

© CONFESERCENTI.it - Pubblicata il 24/04/2008

 
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Il prezzo della carne a marzo 2008 non ha subito variazioni di rilievo rispetto ai mesi precedenti: «C'e' una sostanziale stabilità dei prezzi che si dovrebbe confermare anche nei prossimi mesi, a causa del calo dei consumi dovuto alla limitazione dei redditi».

Lo ha affermato Antonio Lirosi, «Mister Prezzi», che ha partecipato al Ministero dell'Agricoltura al tavolo tecnico con la filiera dei produttori e distributori di carne. Leggendo i dati, si registra in particolare un buon andamento dei prezzi per la carne suina, con una variazione sull'anno scorso del 2,3%, ben al di sotto dell'indice di inflazione.

Stabile anche la carne bovina, con un aumento del 4,5% dovuto però «soprattutto al prezzo del vitello». Mentre «il pollame ha un valore più alto dell'inflazione, al 5,9%, ma e' in fase di raffreddamento». Un dato dovuto, spiega Mister Prezzi al termine della riunione, «alla lentezza del commercio al dettaglio nell'adeguamento al ribasso del pollame all'ingrosso». Secondo le associazioni di categoria, ha riferito Lirosi, il «boom» del pollame e' dovuto soprattutto al post-aviaria: il crollo del marzo 2005, col prezzo medio di un pollo fresco pari a 3,54 euro a Roma, e' stato rapidamente compensato dagli aumenti al dicembre 2007 (4,25 euro) e marzo 2008 (4,43 euro), con un +25% complessivo. Su questo, ammette Lirosi, «ci aspettavamo di più, si può fare di più. Abbiamo invitato le associazioni di categoria a garantire che i prezzi al consumo del pollo rientrino in valori normali».

In generale, comunque, il prezzo delle carni non e' «tra le massime preoccupazioni dei consumatori, almeno stando alle segnalazioni. Comunque abbiamo invitato le associazioni a tenere vivo il tavolo carne, per fronteggiare i rischi di tensioni dovute all'andamento della produzione in Sudamerica e in Europa, con un calo dovuto all'epidemia di Lingua Blu che per il momento ha avuto un impatto marginale ma in futuro potrebbe produrre qualche ricaduta sul consumatore».

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