© MINAMBIENTE.it - Pubblicata il 29/04/2008
«Gli studi dell'Ocse dicono chiaramente che le politiche per fronteggiare i cambiamenti climatici non ostacolano la competitività e che, anzi, in molti casi la stimolano, e il fatto che a dirlo non sia un'associazione ambientalista ma l'Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo non mi pare un aspetto non di poco conto».
Lo ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente e presidente della riunione ministeriale dell'Ocse dedicata ad «Ambiente e competitività globale» conclusasi poco fa a Parigi.
«Abbiamo convenuto - ha aggiunto Pecoraro presentando alla stampa le conclusioni della due giorni di lavori cui hanno preso parte circa 40 ministri - sul fatto che la protezione dell'ambiente e la crescita economica debbano andare di pari passo e riconosciuto l'importanza dell'integrazione delle problematiche ambientali all'interno delle politiche economiche e settoriali. Inoltre abbiamo sottolineato come vada rafforzata la capacità di intervenire in fase di prevenzione di fronte agli allarmi ambientali. I costi dell'inazione, così come i costi degli interventi successivi ai disastri, sono enormi».
«Il lavoro dell'Ocse - ha concluso Pecoraro Scanio - può servire a risvegliare le coscienze dei decisori politici ed economici e convincere anche consumatori e cittadini sulla necessità di una riconversione ecologica dell'economia e della società».
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