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Al ministro Zaia assicuriamo collaborazione

Governo: ora attendiamo fatti concreti e rilancio della concertazione

Priorità: una nuova politica agraria e la Conferenza nazionale sull’agricoltura

© CIA.it - Pubblicata il 07/05/2008

 
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Il presidente della Cia Giuseppe Politi sottolinea l’esigenza di un impegno forte per ridare slancio e vigore al sistema imprenditoriale, operare sul fronte delle riforme istituzionali e in campo sociale, più attenzione al settore agricolo e un taglio netto alla burocrazia, una decisa azione a livello europeo.

«Il nostro giudizio sul nuovo esecutivo non è legato alle persone che lo compongono, ma ai fatti concreti che realizzerà per ridare slancio e vigore al sistema imprenditoriale e per porre le opportune condizioni di una crescita sia di carattere istituzionale, con adeguate riforme, che economica e sociale. E questo lo faremo con grande senso di responsabilità e fornendo costantemente il nostro contributo. Al neo-ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, Luca Zaia, inviamo le più vive congratulazioni per la sua nomina e fin da adesso ribadiamo la nostra più convinta e fattiva collaborazione per uno sviluppo equilibrato e duraturo dell’agricoltura italiana che oggi vive una fase di grande difficoltà e con i redditi dei produttori in preoccupante calo». E’ quanto sostenuto dal presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi in merito alla nascita del quarto governo Berlusconi.

«Al neo-ministro, al quale confermiamo stima e auguriamo un proficuo lavoro per il bene dei nostri imprenditori agricoli, e in generale al nuovo governo, poniamo -aggiunge il presidente della Cia- tre precise priorità: una rinnovata politica agraria, la Conferenza nazionale sull’agricoltura, la programmazione degli interventi e la concertazione. C’è, infatti, l’esigenza di un’azione vigorosa che permetta al sistema imprenditoriale, e soprattutto a quello agricolo, di avviare subito una nuova fase di sviluppo. In quest’ottica, insomma, l’agricoltura deve avere un’attenzione particolare e realmente costruttiva».
Politi ricorda il documento predisposto dalla Cia per la nuova legislatura nel quale viene delineato «un nuovo progetto per lo sviluppo dell’agricoltura, per accrescere le capacità concorrenziali delle imprese agricole, per promuovere e difendere il ‘made in Italy’ alimentare. Un progetto che si può sintetizzare nelle tre parole ‘impresa, internazionalizzazione, interprofessione’ e che si articola su fondamentali esigenze: sostenere la ricerca e l’innovazione; promuovere il capitale umano ed il ricambio generazionale; accrescere le capacità concorrenziali delle imprese e delle filiere agroalimentari; promuovere la semplificazione e l’efficienza della macchina amministrativa, con un taglio netto alla burocrazia e ai suoi pesanti oneri; sostenere la proiezione internazionale del nostro sistema agroalimentare di qualità, difenderlo dalle contraffazioni e dall‘uso improprio dei marchi e delle denominazioni».

Per quanto riguarda la Conferenza nazionale sull’agricoltura, «auspichiamo che il ministro Zaia -rileva il presidente della Cia- riprenda e sviluppi in maniera adeguata il percorso che era stato avviato nella precendente legislatura e da noi espressamente sollecitato. Per questo motivo riaffermiamo che alla preparazione di questo importante appuntamento come Confederazione offriremo il contributo di idee e di proposte perché dalla Conferenza possa derivare un progetto condiviso, nei confronti del quale le istituzioni e le rappresentanze sociali possano assumere le proprie responsabilità, impegnandosi a realizzarlo».
Nel ribadire la necessità di una forte presenza ed autorevolezza a livello Ue, specie nel momento in cui si discute dello stato di salute della Politica agricola comune, Politi chiede che il presidente del Consiglio Berlusconi «si impegni a restituire spessore e legittimità alla concertazione, come metodo non occasionale sul quale costruire un corretto rapporto tra esecutivo e parti sociali e dal quale far derivare il pieno riconoscimento del ruolo delle rappresentanze degli interessi. Ciò dovrà comportare un aggiornamento delle sedi e delle procedure della concertazione».

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