© PARTITODEMOCRATICO.it - Pubblicata il 09/05/2008
Ricordare oggi, a trent' anni dal suo omicidio, Peppino Impastato non è un atto dovuto o una cerimonia.
Chi ha a cuore il cambiamento della Sicilia, chi vuole continuare a combattere le ingiustizie e la mafia sa che è nell'esempio e nella memoria di Peppino Impastato che si trovano le motivazioni profonde di un impegno civile e di un rigore morale che sono condizioni essenziali per sconfiggere la mafia.
Lo Stato e le forze dell'ordine tanto hanno fatto in questi anni per combattere la criminalità organizzata, una cancrena che impedisce la crescita e lo sviluppo della nostra terra.
Ma senza l'impegno convinto di larghi strati della società , senza un cambiamento concreto della mentalità e della cultura civile lo Stato da solo può poco.
E qualcosa per fortuna sta cambiando. L'impegno della Confindustria siciliana, l'atteggiamento di molti commercianti e artigiani che rifiuitano di pagare il pizzo, un movimento complessivo dell'opinione pubblica che si sta ribellando ad un giogo ancestrale sono sintomi importanti che richiamano direttamente l'esempio di Peppino Impastato.
Senza una rivolta morale, senza la presa di coscienza che è in ognuno di noi la chiave per sconfiggere mentalita' e atteggiamenti che favoriscono la mafia non ci sara' mai una Sicila libera.
Peppino Impastato era un giovane e le nuove generazioni siciliane devono guardare al suo esempio per trovare motivazioni e stimoli concreti: sta a loro preparare e costruire un reale cambiamento.