© CONFESERCENTI.it - Pubblicata il 09/05/2008
Con il prezzo del petrolio in continua ascesa, la Confesercenti rilancia l'allarme 'crescita zero' per l'Italia se il barile arriverà a quota 200 dollari a fine anno.
«Una tale impennata - afferma l'associazione in una nota - porterebbe alcune serie conseguenze: una diminuzione per il Pil di 3-4 decimali, che aumenterebbe il rischio di crescita zero. Senza contare l'impatto sull'inflazione, che si aggirerebbe intorno all'1%».
È una «marcia impressionante - sottolinea la Confesercenti - quella del prezzo del petrolio. Nei primi cinque mesi del 2008, siamo arrivati a un aumento del 78% rispetto al prezzo medio del 2007 (circa 70 dollari). Se il ritmo degli aumenti non frenerà , a fine anno il prezzo del petrolio al barile potrebbe superare la soglia dei 200 dollari, con un aumento percentuale vicino al 190% rispetto all'anno scorso».
Per questo, esortano i commercianti, «il nuovo governo agisca con coraggio sulle accise. Dalle prime dichiarazioni dei ministri si coglie l'intenzione di procedere verso un mix di fonti energetiche, petrolio, fonti alternative, nucleare: a questo punto è importante mettere in campo una strategia di fatti e scadenze precise».
«Senza dimenticare - conclude la nota - che nel rapporto sull'energia di Confesercenti si indicava una quarta fonte da utilizzare: la riduzione degli sprechi energetici, che valgono ogni anno almeno 20 miliardi, con un mancato risparmio per le famiglie, fra sperperi e inefficienze, di 516 euro l'anno».