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Immigrazione

Gozzi: «da iniziativa Maroni effetto negativo»

«Si tratta di provvedimenti in apparenza semplici ed efficaci, in realtà difficilmente attuabili che rischiano di provocare più danni che altro»

© PARTITODEMOCRATICO.it - Pubblicata il 12/05/2008

 
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«Le proposte di Maroni rischiano seriamente di rimanere isolate a livello europeo: si tratta di provvedimenti in apparenza semplici ed efficaci, in realtà difficilmente attuabili che rischiano di provocare più danni che altro, così Sandro Gozzi del Pd e già Presidente del comitato Schengen/immigrazione.

«Il Governo, prosegue Gozzi, sta imboccando una strada sbagliata, che rischia di approdare ad un punto morto poiché sta privilegiando l’aspetto mediatico a scapito della concreta analisi del problema. In primo luogo l’accordo di Schengen, chiamato in causa in maniera non appropriata, non elimina i controlli in assoluto, anzi è previsto che si possa rafforzare la cooperazione bilaterale di polizia tra i Paesi e la possibilità di effettuare controlli all’'interno dei singoli Stati. Inoltre, sottolinea l’esponente del PD, poichè la Romania non è ancora nello spazio Schenghen, credo che in vista della sua adesione si debbano richiedere a Bucarest misure di controllo interno severe che consentano di bloccare alla fonte flussi incontrollati.

«Maroni, ricorda Gozzi, commette poi un altro errore di sostanza: non si tratta di ridurre la libertà di circolazione bensì di aumentare la sicurezza e rendere più chiari ed efficaci i criteri di allontanamento. Inoltre il ricorso ad eventuali espulsioni di massa farebbe incorrere il nostro Paese in pesantissime sanzioni per violazione dei diritti umani. Bisogna, inoltre, fare attenzione che qualsiasi provvedimento restrittivo di libera circolazione avrà sempre un effetto erga omnes: eventuali misure restrittive interverrebbero pure sui nostri cittadini e sulle nostre imprese a partire proprio da quelle che operano in Romania».

A breve, conclude il parlamentare del PD, la Commissione europea presenterà un rapporto sul funzionamento della direttiva sulla libera circolazione delle persone, quella sarà un’ottima occasione per sollevare qualsiasi obiezione se si vuole seriamente affrontare il problema. Rimane poi il rammarico che con il cambio di Commissario, voluto dal nuovo governo, non sarà più italiano il Commissario che lavorerà proprio sulle questioni di immigrazione e sicurezza».

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