© PARTITODEMOCRATICO.it - Pubblicata il 12/05/2008
«E' chiaro che nei prossimi giorni misureremo la reale volontà della maggioranza a predisporsi davvero ad una legislatura costituente, così come annunciato anche dai due Presidenti delle Camere in occasione dei loro discorsi di insediamento, e uno degli immediati terreni di questa verifica è senz'altro la Rai.
Non ha nessun senso tornare a nominare i membri del Cda, che sono in scadenza, con l'attuale legge, che oltre ad essere stata sanzionata dall'Europa, non ha liberato l'azienda dalla morsa dei partiti.
Il Pd è pronto ad un confronto costruttivo su questo terreno: Berlusconi metta la Rai all'ordine del giorno su quel tavolo che ha già annunciato di voler aprire con l'opposizione su riforme costituzionali ed elettorali. Il
ruolo del servizio pubblico, la sua autonomia, è materia cruciale per la definizione della democrazia sostanziale del nostro Paee ed è il terreno per una vera e propria «inversione ad U» della politica italiana rispetto al passato.
Noi siamo pronti. La nomina del CdA con la vecchia legge Gasparri però impedirebbe qualsiasi confronto tra maggioranza e minoranza e minerebbe alla radice la legislatura costituente.»
Queste le dichiarazioni del ministro della Comunicazione del governo ombra del Pd, Giovanna Melandri, che ha discusso di questo argomento nel corso della prima riunione del governo ombra del Partito democratico.