© CONSUMATORI.it - Pubblicata il 15/05/2008
Roma - Ha ragione il ministro Scajola quando dice che il carovita è dovuto in buona parte alla stretta dipendenza che esiste in Italia tra l’andamento dei prezzi al consumo e quello dei prezzi dei prodotti petroliferi.
E’ quanto afferma l’Unione Nazionale Consumatori secondo la quale l’andamento abnorme del prezzo del barile si riverbera «a cascata» in vari settori, ovvero non solo sui costi dei trasporti, ma anche su quelli del gas e, soprattutto, dell’energia elettrica, fonti primarie di energia per ogni impresa, piccola e grande.
Tutto ciò dipende dal fatto che in Italia le centrali elettriche, per malintesi ambientalistici, funzionano quasi completamente con olio combustibile e gas e solo per il 10% con il carbone, combustibile abbondante e di basso costo che praticamente non ha variazioni di prezzo come il petrolio.
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