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Rincari mondiali delle materie agricole

Ogm, CIA: «non sono la soluzione dell’emergenza cibo»

Il presidente della Cia Giuseppe Politi replica al documento Ue e invita la Commissione di Bruxelles a non aprire al biotech. Fermo il principio di precauzione. Le agricolture più povere hanno bisogno di altri strumenti

© CIA.it - Pubblicata il 19/05/2008

 
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«Gli Ogm non servono all’agricoltura europea, né possono risolvere il problema dell’emergenza cibo», così il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi interviene nel dibattito aperto dal presidente della Commissione Ue Josè Manuel Barroso coni l documento sulle risposte da dare all’aumento dei prezzi dei prodotti agricoli.

«L’Europa -afferma Politi- non deve aprire le porte agli Organismi geneticamente modificati. Il principio di precauzione per noi resta un limite invalicabile. L’Esecutivo di Bruxelles deve tenere conto dell’opinione della stragrande maggioranza dei cittadini comunitari che si sono espressi contro il biotech».

«Gli Ogm -continua il presidente della Cia- non rappresentano la risposta ai problemi delle agricolture dei paesi più poveri, né sono la panacea della fame del mondo o lo strumento per contrastare i rincari che stanno caratterizzando i mercati internazionali. Rincari dietro i quali non vorremmo che ci siano quelle multinazionali che oggi spingono per le loro sementi geneticamente modificate».

«La soluzione Ogm -sottolinea Politi- non è, quindi, percorribile. Credo che bisogna battere altre strade. Occorre prima di tutto abbandonare il vecchio tipo di cooperazione internazionale che puntava solo sull’assistenza verso i poveri della Terra. Si portano derrate alimentari, mentre le agricolture di questi paesi non vengono affatto sviluppate. Bisogna, invece, procedere in maniera completamente diversa. Dobbiamo aiutare i paesi poveri a migliorare le loro agricolture attraverso seri e moderni programmi di coltivazione. Solo in questo modo si possono accrescere le produzioni. E per fare ciò non servono gli Ogm che finirebbero solo per appiattire l’agricoltura e la sua fondamentale biodiversità».

«D’altronde, l’agricoltura europea -conclude il presidente della Cia- si è sviluppata senza l’ausilio degli Ogm. E penso che bisogna continuare in tale direzione».

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