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WTO documento Falconer

Zaia scrive a Scajola: «Tuteliamo l’agricoltura italiana»

«Su questa questione nessuno può tirarsi indietro: l’agricoltura italiana non si vende, ma si tutela»

© POLITICHEAGRICOLE.it - Pubblicata il 23/05/2008

 
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«Ho inviato una lettera al Ministro delle Sviluppo Economico Scajola, nella sua qualità di responsabile del negoziato commerciale del WTO e in quanto diretto interlocutore del negoziatore comunitario Peter Mandelson (commissario europeo per il Commercio), per sottolineare la pericolosità del contenuto della lista dei prodotti tropicali e le carenze in materia di protezione delle indicazioni geografiche del documento Falconer, il nuovo testo agricolo presentato dal Presidente del Comitato Agricoltura nell’ambito del negoziato WTO».

E’ quanto ha annunciato oggi il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali On.le Luca Zaia.
Già mercoledì scorso il Ministro aveva espresso la netta contrarietà dell’Italia al documento Falconer, che inserisce tra i prodotti tropicali a cui verrebbe applicato un trattamento daziario preferenziale anche quelli propri delle nostre zone temperate (arance, limoni, mandarini, fiori recisi, patate, cipolle, peperoni, cocomeri, meloni e le cinque categorie di riso, dal risone al riso lavorato) e che risulta del tutto carente su un’altra priorità italiana ed europea, cioè la protezione delle indicazioni geografiche e il Registro multilaterale dei vini.

«L’inclusione tra i prodotti tropicali di numerosi prodotti agricoli ottenuti nelle zone temperate e soprattutto in Italia è illogica, paradossale ed iniqua: ho quindi ritenuto opportuno – ha spiegato Zaia - partecipare l’insoddisfazione mia e dei contadini italiani al Ministro delle Sviluppo economico, perché la trasmetta al negoziatore comunitario».
«Su questa questione – ha concluso il Ministro – nessuno può tirarsi indietro: l’agricoltura italiana non si vende, ma si tutela».

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