Economia
Mutui: accordo Governo-ABI, il parere dell'Adusbef
Adusbef: «Non esiste alcuna convenienza per i 3,2 milioni di cittadini indebitati a tasso variabile»
Adusbef e Federconsumatori sfidano Governo, Abi e banche a provare i risparmi promessi di 850 euro l'anno
© ADUSBEF.it - Pubblicata il 24.05.08
Non esiste alcuna convenienza per i 3,2 milioni di cittadini indebitati a tasso variabile per precise responsabilità delle banche, ad aderire all'accordo «truffa» Governo-Abi, che ha vergognosamente decantato risparmi di 850 euro l'anno a famiglia, del tutto ingannevoli e destituiti di ogni fondamento matematico, alla luce dei calcoli effettuati, che aggiunge la beffa al danno.
Adusbef e Federconsumatori sfidano Governo, Abi e banche, che godono di una grancassa mediatica inusitata, a provare i risparmi promessi di 850 euro l'anno, su ognuno dei mutui contratti dal 2004 ad oggi, che al contrario saranno gravati di ulteriori interessi e di un allungamento del prestito, per un mutuo ventennale, almeno di 3, 5-4 anni a tassi vigenti.
L'accordo ABI Governo si limita ad offrire al popolo dei mutuatari a tasso variabile - una soluzione che alcune banche già offrivano da quando i tassi hanno cominciato ad impennarsi e che ricalca in pieno un mutuo di una primaria banca, denominato «sonni tranquilli», diventato un vero incubo per i malcapitati sottoscrittori: se non è più sopportabile la rata lievitata a causa dell'aumento dei tassi, si allungano i tempi di restituzione, facendo passare un mutuo trentennale quanto meno a 35-40 anni e più.
La bufala del ministro Tremonti, che delude così le aspettative di milioni di famiglie, è servita solamente a far passare il falso messaggio di un cedimento delle banche, le quali non solo non restituiscono nulla ai consumatori indebitati a tasso variabile, ma ci guadagnano due volte, sia fidelizzando il cliente che con l'allungamento della vita residua del debito, incamerando maggiori interessi e maggiori commissioni sulle rate. Questa soluzione, che non è proprio né innovativa e neppure vantaggiosa per 3, 2 milioni di famiglie strozzate dalle rate, permette alle banche di anticipare, con un meccanismo finanziario a loro favorevole, la soluzione di un problema.
Adusbef e Federconsumatori propongono di sostituire la convenzione Abi-Governo in via di perfezionamento, ma i cui termini sono stati curiosamente anticipati come se fosse già in vigore, con una nuova norma che obblighi le banche a dar seguito, a costo zero, alla richiesta di ristrutturazione del mutuo richiesta dal cliente. Al legislatore poi la responsabilità di valutare se non sia il caso di introdurre un livello di tasso predefinito, come avvenne per il decreto Amato del 2000 n° 394.
Oltre a semplificare di molto le procedure, tale norma andrebbe ad integrare - e non a contrastare - lo strumento della surroga a costo zero del decreto Bersani vista dalle banche e dalla casta dei notai come fumo negli occhi e mai osservata, nonostante fosse obbligatoria la sua applicazione.
Adusbef e Federconsumatori, che depositeranno una class action contro le banche che hanno violato la legge, per far restituire alle famiglie quanto indebitamente lucrato(3/4 mila euro come spese di istruttoria, peritali e notarili), invitano i cittadini a non cadere nella trappola del Governo, per evitare una deriva di super-indebitamento conosciuto già negli Usa con i sub-prime, che a parole il ministro dell'Economia Tremonti afferma di combattere, salvo poi a promuoverlo nella pratica, per non disturbare troppo il sistema bancario.
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