© CGIL.it - Pubblicata il 26/05/2008
Roma - Stefano Cecconi, Responsabile Politiche della Salute CGIL nazionale, giudica «davvero inquietante» la situazione che sta emergendo dall’indagine della Procura di Torino sulla messa in commercio di cosiddetti medicinali non perfetti, che ha coinvolto funzionari AIFA e alcune case farmaceutiche.
«Non spetta certo a noi anticipare giudizi», dice, e «se le ipotesi dell’inchiesta saranno confermate i responsabili saranno perseguiti secondo legge».
«Ma non basta», mette in guardia Cecconi: «occorre avere il coraggio di affrontare alla radice il problema, con una seria riflessione circa l’efficacia del sistema di garanzie per i cittadini sull’uso dei farmaci (autorizzazione al commercio, controlli, informazioni trasparenti, appropriatezza, prezzi, ecc.) e nello specifico sul rapporto fra imprese farmaceutiche e AIFA. E ciò anche nell’interesse delle imprese del settore ad avere regole trasparenti e rigorose, capaci di contrastare ogni abuso».
Secondo il sindacalista, intanto però «bisogna garantire e rassicurare i cittadini da eventuali rischi dovuti alla presenza in commercio di farmaci non perfetti e per questo è giustificata la richiesta che da più parti viene fatta di divulgare i nomi dei medicinali coinvolti». «Ancora una volta – conclude - nel settore farmaceutico devono prevalere finalità etiche, perché prima degli «affari» viene il diritto alla salute, alle cure e alla sicurezza dei cittadini».