© UNIONCAMERE.it - Pubblicata il 26/05/2008
Roma – Rallenta il dinamismo delle imprese nei primi tre mesi del 2008 e il bilancio all’anagrafe si fa più pesante: 21mila le imprese in meno tra gennaio e marzo, pari ad un tasso di crescita negativo dello 0,36%, contro il -0,23% del 2007.
A causare l’allargamento della forbice demografica nel primo trimestre dell’anno è stato il calo della natalità : 130mila le imprese nate contro le 142mila registrate nello stesso periodo dell’anno precedente. Minore vitalità anche per le cessazioni, ma la differenza con lo scorso anno è di poco meno di 5mila unità : circa 152mila quelle chiuse nel primo trimestre 2008 contro le quasi 157mila del 2007. La battuta di arresto più sensibile la registra il Nord-Est (-0,59%), mentre resiste meglio degli altri il Centro (-0,07%) per merito del Lazio, unica tra le 20 regioni a chiudere il trimestre con il segno più (0,19% la crescita). All’estremo opposto, la Puglia (–0,89%, 3.500 imprese in meno) fa registrare il bilancio regionale più pesante. Tra i settori, l’agricoltura (13mila unità in meno) e il commercio (quasi 12mila) pagano il prezzo più salato alla dinamica negativa di inizio anno. I saldi positivi si concentrano nei servizi alle imprese (oltre 3mila imprese) e nelle costruzioni (poco meno di mille unità in più).
Questi, in sintesi, i dati più rilevanti diffusi oggi da Unioncamere e tratti da Movimprese, la rilevazione trimestrale condotta da InfoCamere – la società consortile di informatica delle Camere di Commercio italiane - e disponibile all’indirizzo www.infocamere.it.
IL QUADRO GENERALE
Come evidenzia la tabella 1, il primo trimestre dell’anno consegna tradizionalmente un bilancio negativo poiché riflette l’accumularsi di cessazioni contabilizzate a gennaio ma riferibili in realtà agli ultimi giorni dell’anno precedente, cosicché i registri camerali rilevano queste chiusure con il bilancio del primo trimestre dell’anno. La serie storica dei primi trimestri dal 2000 ad oggi evidenzia il passo indietro della natalità delle imprese che, nel 2008, inverte un trend in crescita durato ben sei anni facendo segnare 11.787 nascite in meno rispetto al 2007. La contenuta vitalità del sistema imprenditoriale viene confermata dalla serie delle cessazioni, la cui crescita era però più breve (un triennio) e per giunta per un’entità limitata (4.181 cessazioni in meno). In conseguenza dell’andamento dei due flussi di ‘entrata’ e ‘uscita’ dal sistema, lo stock complessivo di imprese registrate alla fine dello scorso mese di marzo ammontava a 6.084.272 imprese, di cui 1.480.657 artigiane e 76.287 cooperative. Con riferimento alle sole imprese artigiane, il bilancio del trimestre appare molto più pesante in termini percentuali: -0,86% la riduzione dello stock, corrispondente ad una perdita di 12.869 aziende, il 95% delle quali nella forma di ditte individuali.