© SENATO.it - Pubblicata il 27/05/2008
Il Ministro degli Affari esteri, Franco Frattini ha informato il Senato sulla situazione in Libano nella seduta antimeridiana di oggi, martedì 27 maggio, si è quindi svolto un dibattito.
Nel suo intervento il ministro ha ripercorso le tappe della crisi politica che ha paralizzato per 18 mesi il Libano, dalle dimissioni dell'Esecutivo del primo ministro Siniora, dei cinque Ministri di confessione sciita e del titolare dell'ambiente cristiano vicino all'allora presidente filo-siriano Lahoud fino al recente accordo raggiunto a Doha la settimana scorsa.
Frattini ha riferito di aver avviato «una serie di contatti per un contributo del Governo italiano ad un'azione di raccordo e di forte sostegno all'iniziativa diplomatica della Lega araba».
«Tale accordo vi è stato, dopo un invito concorde dei partiti politici a Beirut alla delegazione della Lega araba, che aveva il suggello dei 15 Paesi che formano il gruppo degli «Amici del Libano» e che ha posto le basi per i negoziati di Doha. L'impegno, anche personale, dell'Emiro del Qatar è stato determinante: egli ha condotto un'azione di persuasione per condurre a Doha la missione e tutte le delegazioni interessate che, nella notte tra il 20 e il 21 maggio scorso, hanno raggiunto un accordo. Si tratta di un accordo basato su alcuni punti: l'elezione alla Presidenza della Repubblica, avvenuta domenica scorsa - ed io sono stato presente - del capo delle Forze armate libanesi, generale Sleiman; la formazione di un Governo di unità nazionale composto da 30 Ministri, di cui 16 per la maggioranza, 11 per l'opposizione e 3 che saranno designati dal presidente Suleiman; infine, terzo punto, il ritorno della legge elettorale alla normativa del 1960».
Il ministro ha quindi concluso il suo intervento dichiarando che «noi ci terremo strettamente in contatto con l'Europa, con gli Stati Uniti d'America e ovviamente con gli altri partner internazionali, inclusi i Paesi arabi, che hanno un interesse strategico a che questa nuova pagina del Libano si consolidi in realtà ».