PERCORSO: PercorsoItalia > Alimentare
martedì 14/10/08, 03.21 h



 
 
Classificazione nazionale dei bovini da macello
Conosci l'Italia?
Editrice Taro Le Guide Food PRODUZIONE E QUALITÀ DELLE CARNI
Editrice Taro Le Guide Food Allergeni alimentari, la nuova direttiva
Editrice Taro Le Guide Food Le denominazioni di origine dei prodotti alimentari
Editrice Taro Le Guide Food L'etichette dei prodotti alimentari

Alimentare

  

'Tavolo di filiera' e incontro con Assica ieri a Roma

Crisi della suinicoltura, prosegue l'azione

Gli allevatori cremonesi chiamati a raccolta martedì dalla Coldiretti

© COLDIRETTI.it - Pubblicata il 29.05.08

 

Prosegue l'azione a tutela della suinicoltura italiana, messa in campo dagli allevatori, dalle Organizzazioni agricole e dalle Associazioni di prodotto, ieri è stata una giornata decisiva: dopo i lavori di Reggio Emilia (il 20 maggio si era tenuto un incontro delle Organizzazioni agricole con Assica e i Consorzi di Tutela Parma e San Daniele, seguito da un'assemblea dei suinicoltori italiani), ieri si è svolta a Roma un'altra serie di incontri.

Presso la sede dell'Associazione Nazionale Allevatori Suini nella mattinata si è tenuto un primo vertice fra i rappresentanti dei suinicoltori, Assica e i Consorzi di tutela. L'intento delle Organizzazione Agricole era, naturalmente, quello di far comprendere ai rappresentanti della grande industria di trasformazione e stagionatura dei prosciutti Dop le grandi difficoltà che il comparto sta attraversando, di fronte ai continui aumenti dei costi di produzione e al bassissimo prezzo riconosciuto per i suini.

«Assica ha dato atto del periodo nero che gli allevamenti italiani stanno vivendo, ma non ha concesso una vera apertura sulla questione - rimarca Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti Cremona, presente al vertice -. Gli industriali, purtroppo, perseverano in una posizione che non vuole riconoscere né premiare la qualità che nasce nei nostri allevamenti, base imprescindibile per le grandi Dop. Di fronte a questi interlocutori, che ammettono la gravissima crisi in atto ma non prospettano alcun cambiamento di rotta per aiutare la filiera a superarla, la suinicoltura italiana è determinata ad andare fino in fondo, compiendo tutti i passi che portino a mettere in campo iniziative atte a sottrarre suini dal circuito delle dop, come la vendita di animali all'estero e lo sciopero del prosciutto».
Lo sciopero, lo ricordiamo, prevede che i suinicoltori non consegnino più, insieme ai maiali, le certificazioni di qualità che consentono la commercializzazione della salumeria a marchio d'origine. E' un'azione che rischia di provocare la scomparsa di prosciutto e salumeria certificata Made in Italy dalle tavole degli italiani.

La giornata di ieri, a Roma, è proseguita con la convocazione del 'tavolo della filiera suinicola' presso il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali, nel quale gli allevatori e i loro rappresentanti hanno ribadito la gravità della situazione e la necessità di agire per imprimere una netta inversione di marcia. «Nel rispetto dell'impegno che avevamo preso con i nostri imprenditori agricoli, posso confermare che il Ministro per le politiche agricole è già stato coinvolto in merito alla difficile situazione del comparto e alle azioni che l'agricoltura italiana sta mettendo in campo e che condivide moltissime delle posizioni espresse dalla parte agricola» testimonia Zampini.
Con l'obiettivo di informare pienamente gli allevatori in merito a quanto emerso nel corso degli incontri 'romani' e di pianificare insieme le prossime mosse, Coldiretti Cremona ha convocato i suinicoltori del territorio per una nuova verifica, fissata per martedì 3 giugno a Cremona, presso l'Ufficio Zona in via Ruffini
«Intendiamo fare il punto della situazione, alla luce degli importanti appuntamenti tenutisi nella giornata di ieri, sia con il tavolo di filiera sia con i rappresentanti di Assica e dei Consorzi di qualità - conferma Pietro Scolari, responsabile dell'Ufficio Economico di Coldiretti Cremona -. Siamo decisi a dare forma alla nostra azione di protesta, tesa a denunciare l'impossibilità di allevare maiali italiani di qualità e a spingere la grande industria a riconoscere agli allevatori un prezzo più equo».

«Mentre i consumatori affrontano le difficoltà degli alti prezzi al mercato, ai nostri allevatori vengono riconosciute quotazioni inaccettabili. E intanto le spese di produzione, per le imprese agricole, sono drasticamente aumentate: basti pensare che, per ogni suino grasso allevato, l'impresa agricola ha una perdita di oltre 40 euro - argomenta Scolari -. E' importate ribadire che la decisione di sottrarre milioni di maiali dal circuito delle produzioni a denominazione di origine non rappresenta un'azione contro i cittadini. Al contrario, è il modo con cui gli allevatori italiani cercano di contrastare una situazione ormai insostenibile, a tutela del comparto e della qualità italiana».
L'adesione degli allevatori allo sciopero del prosciutto ha superato gli otto milioni di suini certificati, pronti ad essere sottratti dal circuito delle grandi dop.

Se hai trovato interessante questa informazione, ti consigliamo:

Tutte le news per giorno

Ottobre 2008
LuMaMeGiVeSaDo
  12345
6789101112
13141516171819
20212223242526
2728293031  
Mese precedenteCambia mese usando le frecce 
Pubblicità di google
  
  
Pubblicità di google