Alimentare
Sulle imprese un onere burocratico di 14,9 miliardi di euro l'anno
P.A. più efficiente significa servizi migliori e meno sprechi e costi
La Cia rilancia l'attualità della sua Petizione popolare e condivide l'orientamento del governo teso a rendere più snella e produttiva la "macchina amministrativa" del nostro Paese. Solo l'agricoltura paga un "peso" che supera i 2 miliardi di euro l'anno
© CIA.it - Pubblicata il 29.05.08
Una Pubblica amministrazione più efficiente e vicina ai cittadini e alle imprese è un obiettivo che condividiamo in quanto la riduzione degli attuali oneri provocati dal pesante apparato burocratico comportano uno spreco di risorse finanziarie e un grave ostacolo all'attività delle aziende.
Basti pensare che oggi è di 14,9 miliardi di euro, di cui più di 3 miliardi addebitabili ai ritardi e ai disservizi, l'onere della burocrazia per l'intero sistema imprenditoriale nazionale. E' quanto sottolineato dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori in merito all'orientamento del governo per rendere più snella e produttiva la «macchina amministrativa» del nostro Paese.
In tale senso si muove -afferma la Cia- la Petizione popolare attraverso la quale sono state raccolte centinaia di migliaia di firme in tutta Italia per dare un deciso «taglio» alla burocrazia. Un «mostro» che ogni anno alla sola agricoltura costa più di 2 miliardi. Montagne di carte e di adempimenti amministrativi a non finire che provocano effetti pesantissimi sul settore. E tutto ciò si traduce in un forte ostacolo alla crescita economica, con incidenza negativa sull'occupazione e la competitività.
Attualmente -avverte la Cia- la nostra «macchina amministrativa» è la più cara tra quelle europee, seconda solo alla Francia, dove, tuttavia, l'apparato pubblico, sia in termini di efficienza che di performance, è nettamente migliore del nostro.
Potremmo avere a disposizione oltre 5 miliardi di euro solo se venisse operata -rimarca la Cia- una riduzione del 25 per cento del carico dell'apparato burocratico, che nel nostro Paese pesa per il 4,5 per cento sul Prodotto interno lordo (contro il 3,5 per cento dell'Unione europea). Una somma con la quale si potrebbero mettere in moto interventi a sostegno della ripresa economica e, quindi, dei vari settori produttivi.
Per la Cia, quindi, serve un impegno preciso e realizzabile in tempi certi per migliorare il rapporto tra utenti e pubblica amministrazione. Un'azione che deve basarsi su precise direttrici: maggiore coordinamento tra le Amministrazioni; dichiarazione unica; implementazione delle nuove tecnologie informatiche e telematiche; accesso diretto alla rete; principio di sussidiarietà nei confronti delle rappresentanze sociali; introduzione nel nostro ordinamento della «valutazione di impatto burocratico» sui provvedimenti all'esame del Parlamento.
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