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Sono quasi 800 i posti di lavoro in gioco tra i dipendenti del pastificio e quelli dell'indotto

Buitoni vuol dire SanSepolcro

Oltre mille persone hanno manifestato contro la vendita dello stabilimento

© AGENZIAFLAI.it - Pubblicata il 30.05.08

 
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Lavoratori, sindacati, rappresentanti istituzionali, ma anche studenti, commercianti e comuni cittadini hanno sfilato sabato scorso per le vie di Sansepolcro per chiedere garanzie intorno alla vendita dello stabilimento Buitoni annunciata a gennaio dalla Nestlé, consapevoli delle catastrofiche conseguenze per il territorio di una cessione non adeguata.

Sono quasi 800 i posti di lavoro in gioco tra i dipendenti del pastificio e quelli dell'indotto. Considerando che l'età media dei lavoratori di Sansepolcro è di 34 anni, una strategia di prepensionamenti sarebbe difficilmente percorribile.
Il sindaco di Sansepolcro si è impegnato ad incontrare personalmente la Nestlé per sostenere le ragioni del territorio. Scelte sbagliate relative ad uno stabilimento tanto significativo a cavallo tra Umbria e Toscana, porterebbero ricadute negative sul futuro industriale dell'intera Valtiberina.

Sulla vicenda è in prima linea anche la governatrice della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, che ha avuto un 'duro scambio di vedute' con Mastrolia del gruppo TMT. Già proprietario della Buitoni di Eboli e possibile acquirente anche in questo caso, l'imprenditore campano è arrivato a minacciare querele. Smentisce la voce secondo la quale la reale motivazione di un'eventuale acquisizione dello stabilimento Buitoni di Sansepolcro nasconda una volontà di pesante ristrutturazione e diminuzione della forza lavoro nella fabbrica. Al contrario, sempre stando alle dichiarazioni di Mastrolia, il gruppo TMT avrebbe discusso con Nestlè di progetti aggregativi di competenze, personale e mercati per far nascere un gruppo tra i primi al mondo nel settore della pasta.

«La Buitoni è a un bivio» ha commentato in merito l'onorevole Donatella Mattesini del PD, «forse il più difficile della sua lunga storia: da una parte un futuro ancora possibile, dall'altra un rapido declino. Bisogna trovare le forme che consentano di indurre la Nestlé a fare la scelta più opportuna. La scelta finale di Nestlé avrà riflessi minimi all'interno della multinazionale ma enormi della nostra comunità: impegniamoci tutti, al massimo delle nostre competenze, per una soluzione positiva e utile».

Per ora si è impegnati a tutti i livelli e si difenderà certamente con le unghie e con i denti questa preziosa risorsa dalle politiche distanti dal territorio della Nestlé.

Laura Svaluto Moreolo

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