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CIA: «‘No’ ai sussidi per biocarburanti e al neo-protezionismo»

L'emergenza cibo si batte con una consistente crescita dell’agricoltura

Il presidente della Cia Giuseppe Politi interviene sul dramma della fame e sui rincari e le speculazioni sui mercati internazionali. Bisogna attivare politiche che permettano ai Paesi in via di sviluppo di favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli. Gli Ogm non risolvono i problemi

© CIA.it - Pubblicata il 03/06/2008

 
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«L’emergenza cibo, divenuta sempre più drammatica, va affrontata con politiche realmente incisive e soprattutto con uno sviluppo adeguato e consistente dell’agricoltura che può contribuire in maniera determinante alla lotta alla fame e alla povertà nel mondo.

E’, quindi, tempo di una svolta decisiva. Dalle parole bisogna passare agli atti concreti. Occorre contrastare le speculazioni che stanno determinando pericolosi rincari delle materie prime agricole (grano, riso, mais)». Così si è espresso il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori in occasione del vertice della Fao a Roma.

«La soluzione dei problemi alimentari dei Paesi in via di sviluppo richiede politiche nuove. Fino ad ora -ha aggiunto Politi- abbiamo assistito ad una notevole crescita di importazioni di prodotti agricoli in questi paesi. In pratica, anziché favorire la modernizzazione dei sistemi agricoli locali, si è preferito optare per l’acquisto dall’estero. E’ una politica sbagliata che va abbandonata. E’ vero che davanti all’emergenza di milioni di persone che muoiono di fame occorre intervenire con aiuti; ma è altrettanto vero che bisogna cominciare a pensare in maniera diversa cercando di far crescere le agricolture di questi paesi attraverso ricerca e innovazione».

«Siamo, inoltre, convinti -ha detto ancora il presidente della Cia- che bisogna abolire i sussidi destinati a chi coltiva solo ed unicamente per le produzioni ‘no food’, per i biocarburanti, perché questi sottraggono risorse alimentari fondamentali. Sarebbe un passo importante per destinare milioni di ettari di terra per produrre alimentazione e dare così risposte a chi oggi soffre il dramma della fame, più di un miliardo di persone».
«E’, oltretutto, immorale -ha rimarcato Politi- che si aiutino produzioni di puro carattere energetico, mentre nel Pianeta vi sono persone, specialmente bambini, che non hanno nulla da mangiare. Dunque, siamo per favorire una nuova consistente crescita di un’agricoltura che con le sue risorse contribuisca a sfamare intere popolazioni».

«Davanti ai nuovi scenari mondiali e all’impegno delle Nazioni Unite di elaborare un piano di battaglia diretto a fronteggiare la crisi provocata dell'impennata dei prodotti alimentari, ribadiamo -ha concluso il presidente della Cia- le nostre priorità: abolizione dei sussidi per le coltivazioni destinate ai biocarburanti; ‘no’ a politiche neo-protezionistiche e all’utilizzo degli Ogm; aiutare con programmi seri i paesi più poveri a sviluppare le loro agricolture; contrastare le speculazioni che stanno portando alle stelle i prezzi delle materie prime agricole (grano, mais, riso)».

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