Alimentare
Il Sottosegretario Adolfo Urso ha incontrato oggi a Roma il Direttore Generale del WTO Lamy
WTO, Urso e Lamy: "Cris alimentare accelera Doha Round"
Occorre un accordo di alto profilo che preveda l'apertura dei mercati paesi emergenti
© MINCOMES.com - Pubblicata il 03.06.08
Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso ha incontrato oggi a Roma il Direttore Generale del WTO, Pascal Lamy, al centro dell'incontro i temi relativi alle politiche commerciali e, in particolare, il rilancio del negoziato del Doha Round. Pascal Lamy ha annunciato una miniministeriale a fine giugno a Ginevra con l'obiettivo di arrivare alla ministeriale conclusiva del Doha Round entro la fine dell'anno.
Il Direttore del Wto ha illustrato a Urso le proposte in campo, in particolare ha sottolineato che il negoziato si muove in questa fase prendendo in esame il tema dei sussidi all'agricoltura, delle tariffe agricole e di quelle industriali con l'ipotesi di aggregare a questi il dossier dei servizi e le indicazioni geografiche, tema particolarmente importante per l'Italia.
Sia il direttore Lamy che il Sottosegretario Urso si sono detti d'accordo «che la grave crisi alimentare in atto sta accelerando il negoziato del Doha Round». Proprio per questo il sottosegretario Urso ha insistito con il direttore del Wto affinché «si punti ad un accordo di alto profilo, su un equilibrio più avanzato che preveda l'effettiva apertura dei mercati dei paesi emergenti come Cina, India, Brasile e Argentina». «Bisogna differenziare in maniera netta - ha proseguito Urso - tra i paesi meno avanzati, a cui occorre dare di più soprattutto per fronteggiare la gravissima crisi alimentare, dai paesi di nuova industrializzazione che devono farsi carico anche essi delle esigenze del mondo».
«L'Italia - ha concluso il Sottosegretario - non può accettare un accordo al ribasso che spegnerebbe le aspettative di una governance della globalizzazione. Proprio per questo ho detto a Lamy che per evitare le spinte protezionistiche, che in questa fase sembrano caratterizzare anche le economie sviluppate come gli Stati Uniti, occorre alzare il livello della sfida perché un accordo ad ogni costo avrebbe un costo troppo alto per tutti».
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