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La Cia pronta a riavviare la trattativa ma a determinate condizioni

Latte, mobilitati gli allevatori: non si può produrre in perdita

Disponibilità a riprendere il negoziato. Si deve tenere però conto del recupero dei costi produttivi sostenuti dalle imprese zootecniche e di un prezzo alla stalla più equo

© CIA.it - Pubblicata il 06.06.08

 
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Gli allevatori italiani non possono più produrre in perdita, i costi per le imprese sono divenuti insostenibili, mentre il prezzo del latte alla stalla non è più remunerativo, per questo motivo la Cia-Confederazione italiana agricoltori è mobilitata sul territorio, ma è anche aperta ad una pronta ripresa delle trattative con la parte industriale al fine di arrivare ad un adeguato accordo.

La situazione attuale -avverte la Cia- è difficile. Gli allevatori sono ormai in ginocchio, schiacciati dai costi produttivi. I prezzi di mangimi e gasolio sono arrivati alle stelle. In un anno i mangimi sono cresciuti in media del 21,3 per cento, mentre i prodotti petroliferi hanno registrato un aumento di circa il 7 certo.

Di qui l'esigenza -sottolinea la Cia- di un prezzo alla stalla più remunerativo di quello attuale (in media 40 centesimi al litro, ma alcune industrie pagano meno di 37 centesimi). Occorre, pertanto, che il confronto tra le parti riprenda il più presto possibile. E in quest'ottica lascia ben sperare la disponibilità mostrata dall'Assolatte in Lombardia (regione dove si produce il 40 per cento del latte italiano).

La Cia, d'altra parte, è impegnata per un rapporto interprofessionale stabile e costruttivo, ma la ripresa del negoziato deve tenere conto sia del recupero dei costi produttivi sostenuti dagli allevatori, sia di un prezzo alla stalla più equo, sia di un meccanismo di adeguamento rispetto agli andamenti del mercato.
Al momento, comunque, la mobilitazione della Cia resta in attesa di una schiarita che permetta di riavviare le trattative in modo da giungere ad un soddisfacente accordo di filiera.

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