Attualità
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in udienza dal Santo Padre Benedetto XVI
Il Premier dal Santo Padre: «forte la comunanza di vedute con il Vaticano»
«Comunanza di vedute» e «volontà di continuare la costruttiva collaborazione», questo l'esito del colloquio. Numerose le questioni affrontate: dagli accordi bilaterali all'attualità internazionale, come il processo di pace in Medio Oriente ed i rapporti con Russia e Cina. Particolare attenzione anche al tema dell'emergenza alimentare
© GOVERNOINFORMA.it - Pubblicata il 06.06.08

La collaborazione bilaterale, la situazione italiana e i temi indicati dal Papa nell'ultima assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana (Cei): questi gli argomenti al centro del colloquio avvenuto il 6 giugno, in mattinata, tra il Santo Padre Benedetto XVI e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Ad accompagnare il Premier, il dott. Gianni Letta e l'On. Paolo Bonaiuti, sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, e altre Personalità. A seguire, si è tenuto l'incontro con il Segretario di Stato Vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone.
L'udienza privata, durata circa quaranta minuti, è stata la seconda concessa da Papa Benedetto XVI al Presidente del Consiglio, dopo quella del 19 novembre 2005. Durante l'incontro, fa sapere la nota diramata dal Vaticano, è stato fatto «un esame sull'attuale quadro internazionale» in riferimento, soprattutto, «alla situazione in Medio Oriente e alle prospettive di sviluppo spirituale, etico e sociale del continente europeo». Si è parlato dei rapporti con la Russia e con la Cina, registrando ampie identità di vedute, e un'attenzione particolare è stata dedicata anche al tema dell'emergenza alimentare. In chiusura, «le due parti hanno ribadito la volonta' di continuare la costruttiva collaborazione a livello bilaterale e nel contesto della comunita' internazionale».
Riprese anche le questioni legate all'attuazione degli Accordi vigenti fra Santa Sede e Italia e alcune tematiche affrontate nell'assemblea dei vescovi italiani del 26 maggio scorso. Nell'occasione si era parlato di finanziamenti alle scuole cattoliche e in particolare di equiparazione a quelle statali e di alcuni aspetti connessi al tema immigrazione. Particolare attenzione è stata dedicata agli aiuti alle famiglie e ai temi etici, fra cui la legge 194 sull'aborto, e la legge 40 sulla fecondazione assistita.
L'esame dei principali temi internazionali, si legge nel comunicato stampa ufficiale di Palazzo Chigi, ha confermato «la speciale sintonia tra gli indirizzi dell'Italia e gli obiettivi morali e religiosi della Chiesa Cattolica nel mondo». Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha confermato inoltre al Santo Padre la priorità attribuita dal governo italiano, nella sua azione sul piano interno e internazionale, ai valori di libertà e tolleranza ed alla sacralità della persona umana e della famiglia.
I colloqui con il Santo Padre e con il cardinale Bertone, definiti dal Premier «lunghi e cordialissimi» sono stati anticipati da una serie di dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal Presidente Silvio Berlusconi ai media. In una recente intervista accordata agli organi di informazione della Santa Sede, il Premier ha infatti delineato con chiarezza il suo pensiero circa i rapporti tra lo stato italiano e quello Vaticano dichiarando «sono convinto che, anche per la sua esperienza millenaria, la Chiesa rappresenta una ricchezza per lo Stato». «E' possibile il dialogo su ogni argomento», ha scandito il Presidente del Consiglio, «in questo la Costituzione è molto chiara: non devono esserci preclusioni perché la Chiesa ha il diritto di esprimere le sue valutazioni» e «lo stato laico poi esprimerà i suoi giudizi».
Poco prima dell'udienza in Vaticano sono state rilasciate ai media nazionali ulteriori dichiarazioni: «Noi rappresentiamo il partito dei popoli europei. Siamo a favore della Chiesa, crediamo nei valori della dignità umana e nel rispetto degli ultimi. Siamo sullo stesso piano in cui opera la Chiesa» ha dichiarato il Premier che ha confermato «A ogni modo, ribadiamo il nostro concetto di Stato laico e la necessità, confermata dalla Costituzione, di rispettare profondamente il dialogo tra Stato e Chiesa».
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