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Emergenza gasolio
Fai Flai e Uila pesca audizione in la commissione agricoltura della camera
Presentate le soluzioni del sindacato dei lavoratori per far fronte all'emergenza, prima fra tutte la cassa integrazione in deroga
© UILA.it - Pubblicata il 11.06.08
Si è tenuta quest'oggi l'audizione di Fai Flai e UILA pesca con la commissione agricoltura della camera con argomento l'emergenza caro gasolio.
Fai Flai e Uila pesca hanno presentato le soluzioni del sindacato dei lavoratori per far fronte all'emergenza, prima fra tutte la cassa integrazione in deroga. Per il futuro e la modernizzazione del settore, hanno proposto di estendere la cassa integrazione agricola ai lavoratori della pesca e di considerare l' attività di pesca fra quelle usuranti.
Fai Flai e Uila pesca hanno espresso soddisfazione per l'esito dell'audizione in quanto i componenti della commissione, al di là dei gruppi politici di appartenenza, hanno dimostrato grande attenzione e anche preoccupazione rispetto ai gravissimi problemi che stanno vivendo i lavoratori dipendenti della pesca.
Il documento unitario consegnato alle commissioni agricoltura di Camera e Senato
In riferimento all'audizione odierna, consegniamo una nota che meglio esplicita le nostre posizioni.
L'aumento del costo del gasolio ha messo in luce la grave crisi che vive il settore della pesca nel nostro Paese.
Il punto al quale si è arrivati segnala una situazione di grande pericolo nella quale si rischia davvero il collasso per un settore produttivo ancora importante per l'Italia.
Occorrono pertanto misure rapide e coraggiose che siano in grado di dare una risposta al malessere diffuso nelle nostre marinerie, ma anche una prospettiva di sviluppo.
Per la peculiare forma di retribuzione «alla parte» che esiste in questo settore, il caro-gasolio ricade immediatamente sulle buste paga dei lavoratori dipendenti che non hanno alcuna forma di produzione o sostegno al reddito in caso di crisi del settore.
Infatti, incredibilmente, il comparto della pesca italiana non ha un sistema di ammortizzatori sociali che è ormai previsto anche in agricoltura.
Riteniamo infatti che la prima misura importante da prendere sia l'estensione al settore della cassa integrazione salariale straordinaria in deroga così come previsto anche per l'agricoltura e definito nell'apposito accordo del 3 giugno u.s. presso il Ministero del Lavoro.
Essa dovrebbe essere riconosciuta al personale delle imprese e cooperative interessate da processi di crisi, ristrutturazione, riorganizzazione e riconversione non rientranti nelle previsioni della legge 223/1991, previo apposito accordo tra le parti sociali e le istituzioni a livello territoriale.
Sarebbe inoltre necessario comprendere la pesca anche nella già vigente cassa integrazione per gli operai agricoli (CISOA) che interverrebbe, così come in agricoltura, in caso di condizioni meteo marine avverse o, più in generale, di maltempo, evitando così anche il rischio di avventurarsi in mare in condizioni di ridotta sicurezza per la necessità di fare comunque un minimo di reddito.
Cogliamo l'occasione per appellarci a Lei, Presidente, e alla sua sensibilità affinché possa adoperarsi presso il Ministro del Lavoro per comprendere in extremis l'attività di pescatore nella lista dei lavori usuranti, recuperando, anche in questo caso, un'incredibile esclusione.
Andrebbe valutata, inoltre, anche la possibilità, come ulteriore misura di intervento rapido, di effettuare un fermo tecnico temporaneo retribuito per lavoratori e armatori sostenuto finanziariamente dallo Stato italiano e cofinanziato con risorse Fep, senza però mettere a rischio i fondi utili per gli arresti temporanei dei prossimi anni. Nel caso si scelga di utilizzare il Fep, ciò potrebbe essere fatto superando il vincolo del 6% delle risorse complessive da utilizzare per gli arresti temporanei e rinegoziando anche con le Regioni la ripartizione delle risorse.
In prospettiva chiediamo che il governo si attivi per sostenere e stimolare la ricerca e la tecnologia applicata alle imbarcazioni da pesca affinché si possa uscire dalla dipendenza esclusiva dal gasolio come unico carburante, cominciando a sperimentare motori a più basso consumo, scafi con un profilo a minore attrito e, soprattutto, forme di energie e carburanti alternativi.
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