Alimentare
A maggio un aumento tendenziale del 5,8 per cento per l'alimentazione
Inflazione: costi carne e latte alle stelle da record mais
Consumi alimentari stagnanti (- 0,4 per cento) con un vero crollo per il pane (- 5.5 per cento)
© COLDIRETTI.it - Pubblicata il 13.06.08
Un nuovo record storico viene fatto segnare dai prezzi del mais che rappresenta la principale fonte per l'alimentazione degli animali negli allevamenti e fa dunque schizzare alle stelle i costi di produzione di carne e latte nelle stalle.
Lo rende noto la Coldiretti, in riferimento ai dati Istat sull'inflazione a maggio con un aumento tendenziale del 5,8 per cento per l'alimentazione, nel riferire che il mais ha raggiunto per la prima volta la quotazione record di 7,09 dollari a bushel (oltre 17 centesimi di euro al chilo) per le consegne a luglio alla chiusura del Chicago Board of Trade che rappresenta la borsa di riferimento per il mercato dei prodotti agricoli. L'alimentazione - sottolinea la Coldiretti - incide per quasi un terzo nei costi di allevamento degli animali destinati alla produzione di latte e carne e senza il riconoscimento di un giusto prezzo sono a rischio di chiusura migliaia di stalle con i rincari del granoturco che - precisa la Coldiretti - si sommano a quelli di energia e gasolio che in Italia ha fatto registrare un aumento del 30 per cento rispetto allo scorso anno.
Se i consumatori, secondo i dati Istat, sono costretti ad affrontare i nuovi aumenti tendenziali dei prezzi per pane (+ 13,3 per cento), pasta (+ 20,7 per cento), latte (+ 10,9 per cento), frutta (+ 6,9 per cento), carne bovina (+ 4,7 per cento) e pollame (+ 5,1 per cento), gli agricoltori - continua la Coldiretti - rischiano di essere doppiamente danneggiati perché all'aumento dei costi non corrisponde una analoga crescita dei ricavi mentre dall'altra parte la moltiplicazione dei prezzi dalla stalla alla tavola (di quasi quattro volte per il latte e di quasi sei volte per la braciola di maiale) favorisce la stagnazione dei consumi (-0,4 per cento). Secondo una analisi della Coldiretti, a fronte dell'aumento dei prezzi si sono verificate riduzioni record negli acquisti familiari per il pane (- 5,5 per cento), gli ortaggi (- 5,5 per cento), la carne bovina (- 3,4 per cento) e la pasta (- 2,5 per cento), sulla base dei dati Ismea Ac Nielsen relativi ai primi tre mesi del 2008.
La moltiplicazione dei prezzi dal campo alla tavola - secondo la Coldiretti - dimostra come nella forbice dei prezzi alla produzione e al consumo c'è abbastanza spazio per recuperare diseconomie e garantire una adeguata remunerazione agli agricoltori senza aggravare i bilanci delle famiglie con conseguenze negative per i consumi. Secondo l'analisi della Coldiretti infatti dei circa 467 euro al mese che ogni famiglia destina per gli acquisti di alimenti e bevande, oltre la metà, per un valore di ben 238 euro (51 per cento), va al commercio e ai servizi, 140 (30 per cento) all'industria alimentare e solo 89 (19 per cento) alle imprese agricole.
La tendenza all'aumento dei prezzi delle materie prime agricole sembra destinata a continuare con la Bce che prevede per i prezzi internazionali dei prodotti quotati sul mercato dei future (mais, grano, orzo, soia, riso) un aumento del 44 per cento nel 2008. Una previsione che sembra confermata - sostiene la Coldiretti - dagli effetti del maltempo e della siccità che stanno colpendo i principali paesi produttori di cereali dagli Stati Uniti alla Cina, fino all'Australia. Il maltempo continua a flagellare gli Stati Uniti, dai quali - precisa la Coldiretti - partono il 60 per cento del mais, un terzo della soia e un quarto del frumento commercializzati a livello mondiale. Nonostante siano stati coltivati 1,6 milioni di ettari in più rispetto al 2007, larga parte dei terreni è stata allagata a causa della pioggia e gli agricoltori americani temono un vero e proprio disastro. Situazione analoga in Cina, dove il Governo ha invitato i produttori a raccogliere subito tutto il riso e il grano già pronti, prima dell'arrivo delle piogge torrenziali che dovrebbero interessare il paese per almeno dieci giorni. Problema opposto - conclude la Coldiretti - per l'Australia, ormai da due anni nella morsa della siccità. A causa della perdurante mancanza di pioggia, il raccolto di grano non dovrebbe superare i 15 milioni di tonnellate, rispetto a una media di 17-18 milioni.
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