© COLDIRETTI.it - Pubblicata il 13/06/2008
Il prezzo del burro aumenta del 325 per cento dalla stalla alla tavola, con il grasso contenuto nel latte che viene pagato poco più di 2 euro al chilo agli allevatori mentre i consumatori sono costretti a pagarlo attorno a 8,5 euro.
E’ quanto afferma la Coldiretti, in occasione della divulgazione dei dati Istat sull’inflazione, nel commentare la convocazione del Garante per la sorveglianza dei prezzi, per discutere dell’andamento asimmetrico tra la dinamica dei prezzi alla produzione ed i corrispondenti andamenti dei prezzi al consumo, del prezzo del burro.
Mentre gli allevatori chiedono la conferma per il latte alla stalla di un prezzo di 42 centesimi al litro, il burro - sottolinea la Coldiretti - è offerto al dettaglio su valori attorno agli 8,5 euro al chilo con le vendite che sono cresciute del 16,5 per cento, nel corso del primo trimestre del 2008 secondo l’Ismea, per effetto del forte aumento dei prezzi al dettaglio.
Nella insostenibile forbice tra prezzi alla produzione e al consumo c'è sufficiente margine - sostiene la Coldiretti - per garantire una adeguata remunerazione agli allevatori e per non aggravare i bilanci delle famiglie. Nonostante i forti aumenti di costi per mangimi, gasolio ed energia, gli allevatori italiani - conclude la Coldiretti - sono pronti a bloccare il prezzo di vendita del latte alla stalla ai livelli attuali per contenere con responsabilità la spirale inflattiva se un analogo impegno sarà assunto anche da industria e distribuzione.
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