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Alimentare

  

Forte mobilitazione contro chi vuole disgregare e distruggere

Per l'agricoltura italiana l'unità è un passaggio fondamentale

Il presidente della Cia Giuseppe Politi denuncia un progetto pericoloso che può aver conseguenze disastrose per l'intero settore. "E' arrivato il momento di parlare chiaro agli agricoltori, alle istituzioni di ogni livello". La frammentazione rende sempre più debole la rappresentanza agricola

© CIA.it - Pubblicata il 13.06.08

 

«Un obiettivo importante che abbiamo posto al centro della nostra azione è quello di sviluppare forme di unità di azione e di adoperarci per aggregare il più possibile una rappresentanza sempre più frammentata e, quindi, sempre più debole, un obiettivo da perseguire anche in una situazione difficile come quella che caratterizza i rapporti attuali tra le grandi confederazioni dell'agricoltura, un'unità che, però, non significa rinuncia delle rispettive identità e autonomie».

E' quanto ha sostenuto dal presidente nazionale della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi nel corso dell'Assemblea dei presidenti regionali e provinciali dell'Organizzazione che si è tenuta a Roma.

«La nostra azione per l'unità -ha aggiunto Politi- è stata caratterizzata da positivi risultati, ma anche da nuove e più forti resistenze. Abbiamo sviluppato iniziative nell'ottica della comune ricerca di valorizzare quello che unisce e perseguire insieme l'obiettivo di costruire la più ampia unità possibile nella rappresentanza degli interessi dell'agricoltura. Questo è già avvenuto in occasione delle scelte sull'ortofrutta, sulla riforma della Pac, sui tavoli della concertazione e nella gestione di molti strumenti che intervengono nella gestione dell'agricoltura».
«Un'azione che, tuttavia, ha trovato il netto contrasto da parte della maggiore ma non sola organizzazione agricola. Da essa -ha affermato il presidente della Cia- si sono sviluppate azioni e proposte che vanno tutte nel senso opposto. Quello che, però, assume contorni inaccettabili, sbagliati, pericolosi per il futuro dell'agricoltura italiana, è la scelta di questa confederazione di auto-esaltarsi al punto di affermare la sua rappresentanza esclusiva dell'agricoltura italiana».

«Per tale ragione -ha rimarcato il presidente della Cia- dobbiamo reagire a questo progetto con tutta la nostra forza, intelligenza e capacità di mobilitazione. E', pertanto, giunto il momento di parlare chiaro tra gli agricoltori e con gli agricoltori. E' arrivato il momento del parlare chiaro con quanti ci relazioniamo nella società, nella rappresentanza, nella politica e a livello istituzionale. E' arrivato il momento che a Roma e in tutte le regioni, le province, nei comuni e nelle campagne ci sia una mobilitazione di denuncia e di contrasto ad un progetto pericoloso per l'agricoltura italiana. Dobbiamo parlare da subito e con forza di argomenti con i nostri soci, con i cooperatori, i dirigenti ed soci delle associazioni di prodotto, con i soci dei Consorzi agrari e i loro dirigenti, con il presidente di Assocap, con la nostra rappresentanza all'interno del sistema dell'Aia, dei Consorzi di difesa, dei Consorzi di bonifica. Dobbiamo parlare con gli assessori e i consiglieri a tutti i livelli istituzionali. Non possiamo più tacere e, soprattutto, non possiamo non agire o, come più logico, non possiamo non reagire».
«Per noi -ha concluso Politi- la scelta dell'unità è sacra, ma non possiamo attendere oltre, dobbiamo agire per sconfiggere questo progetto. C'è, infatti, bisogno di unità per difendere l'agricoltura e i redditi dei produttori, per ridurre i costi di produzione in agricoltura, per dare certezze agli agricoltori sul loro futuro e per non penalizzare i consumatori. Mi rivolgo, quindi, alle altre organizzazioni agricole, alle centrali cooperative, ai Consorzi agrari, ma soprattutto agli agricoltori italiani, per lavorare per l'unità nelle campagne e nella società».

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