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L'inchiesta partita da Palermo

Accordo tra boss e massoni per ritardare i Processi di mafia, 8 fermati

Scoperto un patto per rallentare l'iter giudiziario dei procedimenti ai clan mafiosi

© LA7.it - Pubblicata il 17/06/2008

 
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Un accordo tra i boss dei clan siciliani e gli iscritti alle logge massoniche per ritardare i processi di mafia. E' quanto emerso in un'inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo che ha portato ad otto fermi in diverse città con le accuse di associazione mafiosa, corruzione in atti giudiziari, peculato, accesso abusivo in sistemi informatici giudiziari e rivelazione di segreti d'ufficio.

Coinvolti professionisti, medici, imprenditori e, sembra, anche un impiegato in servizio in una cancelleria della Cassazione. L'operazione, condotta dai carabinieri di Agrigento, Trapani, Palermo, Roma e Terni, ha portato a numerose perquisizioni e controlli su conti bancari. Secondo l'accusa il gruppo intascava tangenti per ritardare l'iter giudiziario dei processi ai clan di Cosa nostra.

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