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Toscana

  

Dalle Regioni / Toscana - Ambiente

Prima riunione del tavolo tecnico sull'Amiata

Presenti gli assessori Anna Rita Bramerini e Marco Betti. Si cerca di capire le cause della riduzione delle risorse idriche

© REGIONE.TOSCANA.it - Pubblicata il 18.01.08

 

Firenze - Presenti gli assessori regionali all'energia, Anna Rita Bramerini e alla tutela delle acque, Marco Betti, si è tenuta in Regione la prima delle riunioni del tavolo tecnico istituito per approfondire le ragioni del calo di risorse idriche nella zona amiatina e le eventuali connessioni tra questo fenomeno e l'attività di sfruttamento della geotermia.

«Abbiamo convocato il tavolo - ha spiegato l'assessore Bramerini - per dare attuazione concreta agli impegni che durante la sua visita sull'Amiata il presidente Martini ha preso con le comunità locali. Si tratta di un confronto tra tutti i soggetti interessati, utile e in grado di fornire elementi e dati preziosi all'Università di Siena, da noi recentemente incaricata di uno studio circa gli eventuali rischi di inquinamento dell'aria e dell'acquifero dell'Amiata per effetto della geotermia».
Alla riunione erano presenti l'Ato 6, l'Autorità di bacino, il Cnr, la Società Edra, l'Università di Siena, l'Acquedotto del Fiora oltre ai tecnici, funzionari e dirigenti regionali dei settori energia, difesa del suolo e tutela delle acque. Dall'incontro è emerso un quadro problematico della situazione, a partire dal forte calo della piovosità nella zona, che in tutto il 2007 nel senese ha fatto registrare un meno 26% rispetto al decennio precedente e nel grossetano un meno 33,8%.

«E' un fenomeno tutt'ora da approfondire - ha precisato l'assessore Betti - anche attraverso confronti come questo, in attesa della valutazione dell'Università di Siena, dalla cui competenza in materia ci aspettiamo molto. Una volta che il quadro sarà più chiaro, è anche alla luce dei dati tecnici che la politica compirà le sua scelte, coinvolgendo i cittadini e le amministrazioni locali interessate. E' fondamentale accertare le possibili connessioni tra uso geotermico e riduzione e inquinamento delle sorgenti».
Durante la riunione sono infatti emerse due diverse posizioni tecniche. Quella della Società Edra evidenzia un nesso certo di causa ed effetto tra geotermia e calo dell'acqua, affermando però che è necessario stabilirne l'entità. L'altra teoria, enunciata dal Cnr di Pisa, sostiene che l'esistenza di un collegamento idraulico tra i bacini geotermico e idrico è ancora da approfondire e che tra le cause vi sia la riduzione della piovosità e la perdita d'acqua in alcune sacche acquifere nel sottosuolo. In ogni caso è stata apprezzata la scelta della Regione di affidare all'Università di Siena uno studio, che sarà ultimato in primavera, e che ha il compito di condurre a un modello oggettivo attraverso il quale giungere ad una soluzione sostenibile del problema. «Per approfondire le ragioni che hanno determinato l'attuale situazione - ha concluso l'assessore Betti - è stato inoltre deciso di posizionare sull'Amiata almeno un piezometro, per acquisire dati utili sulla portata e sulla qualità delle acque».
I rappresentanti dell'ateneo senese hanno tratto utili indicazioni dal confronto delle posizioni e dai dati forniti dai vari soggetti interessati.

Tiziano Carradori

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