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Vendita diretta in azienda per contrastare il caro vita
Gli aumenti hanno interessato un po' tutti i generi alimentari con punte che hanno raggiunto livelli incredibili per pane (+12,3%) e pasta (+10%)
© COLDIRETTI.it - Pubblicata il 06.03.08
Reggio Emilia - È allarme prezzi, che la spesa di tutti i giorni sia stata soggetta, in particolare negli ultimi mesi, a forti rincari è cosa evidente a tutti; di quanto e perché ci fosse questo rincaro un po' meno, l'Istat fornendo i dati relativi all'inflazione per i primi due mesi dell'anno indica rincari medi della spesa del 2,9% con un balzo del 4,8% per i generi di prima necessità tra cui gli alimentari e carburanti.
Gli aumenti hanno interessato un po' tutti i generi alimentari con punte che hanno raggiunto livelli incredibili per pane (+12,3%) e pasta (+10%).
«L'aumento dei prezzi incide in particolar modo - commenta il direttore della Coldiretti reggiana Drigo - sugli anziani e sulle famiglie con figli. Queste sono fasce che destinano una quota pari al 21,9% della spesa complessiva agli alimentari che per sua natura è una spesa difficilmente modificabile».
«L'aumento dei prezzi inoltre non è assolutamente giustificato dall'aumento dei prezzi internazionali delle materie prime agricole in quanto il prezzo al consumo dipende solo in minima parte da quello delle materie prime agricole che incidono appena per l' 8-10 per cento sul valore finale di vendita. Da ciò la considerazione - continua Drigo - che dal campo alla tavola c'è abbastanza spazio per recuperare efficienza e garantire in tal modo un'adeguata remunerazione agli agricoltori e a tutte le componenti della filiera senza aggravare i bilanci delle famiglie. A questo riguardo sono sicuramente utili le azioni di controllo dei diversi passaggi all'interno della filiera agroalimentare (l'istituzione di Mr Prezzi ne è un esempio) a queste però si devono accompagnare specifiche politiche di efficientizzazione delle filiere affinché i meccanismi di formazione dei prezzi non scarichino le inefficienze solo sulle spalle del settore agricolo».
«È da ricordare inoltre - continua Drigo - che l'aumento dei prezzi internazionali delle materie prime incide direttamente anche sul settore agricolo provocando in particolar modo sul sistema reggiano, un aumento dei costi di produzione che, come è successo nel 2007, vanifica ogni aumento della redditività conseguente all'aumento delle quotazioni».
Una soluzione alla moltiplicazione selvaggia dei prezzi dal campo alla tavola secondo Coldiretti può essere data dagli acquisti effettuati direttamente in azienda o presso i punti vendita delle latterie o cantine dove è possibile acquistare prodotti di stagione, genuini, rispettosi dell'ambiente e dove, riducendo il numero dei passaggi intermedi, è possibile ottenere notevoli risparmi. Basti pensare che in seguito all'attivazione della rete provinciale di distributori automatici del latte, è possibile risparmiare fino al 40% con l'opportunità di consumare un prodotto fresco e garantito dal punto di vista organolettico e sanitario. «Carne, formaggio, vino, latte, salumi, frutta e verdura sono solo alcuni dei prodotti che possiamo trovare presso i punti di vendita diretta - commenta la Coldiretti reggiana. Ad oggi la percentuale dei prodotti venduti direttamente è di poco superiore al 4%, però alla luce di quanto sta avvenendo in Francia e Gran Bretagna ci sono interessanti margini di crescita con opportunità per il produttore e per il consumatore. Certo è che con la vendita diretta non si pensa di portare a soluzione i tanti problemi che attanagliano il settore agricolo, per far questo è necessario percorre altre strade, ma può rappresentare per alcune realtà aziendali e territoriali, una seria opportunità di sviluppo integrato nell'ambito della multifunzionalità agricola».
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