© COLDIRETTI.it - Pubblicata il 09/04/2008
Massa Carrara - Più prodotti apuo-lunigianesi nei menu dei ristoranti e sugli scaffali della piccola distribuzione per spingere i prodotti a km zero nel piatto del consumatore finale, tagliare voci come «trasporto», «logistica» e «imballaggi» che hanno contribuito a far aumentare i prezzi (fino al 30% in più) e a ridurre il consumo di pane, latte, riso, frutta e vino tirando verso la crisi anche i ristoranti, è possibile mettendo insieme i due anelli fondamentali della filiera: quello dei produttori e dei commercianti.
Da tempo si sta cercando la «via» che permetta al consumatore di trovare il binomio qualità -prezzo, all'agricoltura di vendere i suoi prodotti in loco, e al piccolo commercio di offrire prodotti agroalimentari del territorio a prezzi «giusti» eliminando tutti quegli step che fanno lievitare scontrini e ricevute. Gaps che vanno ad aggiungersi alla difficoltà , più volte manifestata da parte dei turisti, di trovare il vino di Candia o dei Colli di Luni nelle carte dei vini o nelle enoteche tanto per citare l'esempio forse più eclatante. Si trovano Brunelli e Chianti, uvage spagnoli e australiani, ma non il Candia. E' come giocare una partita di calcio in casa senza i propri tifosi. Paradossale!
Ora, finalmente, questi «passaggi» sembrano possibili grazie ad un accordo storico, e altrimenti non può essere definito, tra Coldiretti e Confcommercio.
L'accordo è stato firmato dal Presidente dell'associazione agricola, Vincenzo Tongiani e dal Presidente di Confcommercio, Norberto Ricci, mercoledì 4 aprile, al Ristorante «Cima», nelle Colline del Candia (il Doc), davanti ad alcuni dei piatti tipici della provincia apuana. Alla firma erano presenti Maurizio Garfagnini e Giovanni Lagomarsini per Coldiretti e Mario Lippi, Gincarlo Pantani e Lotario Boccardi.
Le due associazioni attraverso questo accordo si impegnano ad attivare, da subito, una collaborazione che porti, nel più breve tempo possibile, ad un utilizzo massiccio delle produzioni locali incentivando e promuovendo nei ristoratori l'adozione di menu a «Km 0» a base di prodotti tipici e di stagione. L'obiettivo di fondo, assieme a quello di tutelare il consumatore da speculazioni e da rincari imputabili anche a ragioni di macro-economia (petrolio, crisi internazionale etc), è ridurre i costi dei troppi passaggi dal campo alla tavola per garantire un cibo al giusto prezzo per tutti valorizzando la qualità , l'identità , la sicurezza e la salute.
«Questo accordo - spiegano Tongiani e Ricci - mette nero su bianco la comune convinzione che il rilancio dell'economia locale passa attraverso la valorizzazione del territorio e delle opport