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Dalle Regioni / Basilicata - Latte

La Cia Basilicata sul prezzo del latte

La minaccia di una riduzione unilaterale del prezzo del latte alla stalla, manifestata da alcune aziende della trasformazione lattiero-casearia ha scatenato la reazione della Cia Basilicata

© CIA.it - Pubblicata il 08/05/2008

 
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Potenza - La minaccia di una riduzione unilaterale del prezzo del latte alla stalla, manifestata da alcune aziende della trasformazione lattiero-casearia (con decorrenza primo aprile), ha scatenato la reazione della Cia Basilicata che, nel rilevare «ingiustificata, immotivata e scorretta» la minaccia, denuncia che il prezzo del latte pagato agli allevatori sarebbe, in tal modo, di circa 10 centesimi al di sotto del prezzo fissato nell’accordo sottoscritto dagli stessi trasformatori presso la Regione Basilicata alla presenza dell’assessore all’Agricoltura Roberto Falotico, il 5 febbraio scorso che fissava il prezzo alla stalla a 51,7 centesimi Iva compresa.

Una tale evenienza, in una fase di grande difficoltà delle aziende zootecniche dovuta in particolare «all’impazzimento» dei costi di produzione (a partire da quelli energetici e dei mangimi), significherebbe il fallimento della zootecnia lucana. Una prospettiva che certamente non potrà vedere gli allevatori rimanere «alla finestra».E’ necessario a questo punto, secondo la Cia Basilicata, fare chiarezza sul ruolo delle aziende di trasformazione nel settore lattiero caseario.

In particolare, secondo la Cia lucana, è da evidenziare che le circa 50 aziende di trasformazione che operano in Basilicata trasformano poco più del 40 per cento del latte prodotto dalle aziende zootecniche, mentre quasi il 60 per cento del latte lucano viene utilizzato da aziende di trasformazione campane e pugliesi.

Le aziende di trasformazione lucane sono, però, importatrici di latte, nonché di una quantità di paste semilavorate (di cui sarebbe interessante conoscerne la provenienza, le quantità e la destinazione). Certo -afferma la Cia regionale- in un sistema di libera circolazione dei prodotti e delle merci, rispetto a queste movimentazioni -se fatte nel rispetto delle regole- non vi è nulla da obiettare. Ma se, molto probabilmente, il miglior latte lucano è quello che trova collocazione oltre i confini regionali, viene spontaneo chiedersi quale è la qualità e l’origine delle produzioni casearie che vengono immesse sul mercato da parte di alcune aziende della trasformazione spacciandole per prodotti tipici della nostra Regione. Questo arreca un notevolissimo danno all’economia agricola regionale e mina il rapporto fiduciario con i consumatori, proponendo una produzione casearia certamente non autenticamente lucana.

La Cia di Basilicata -afferma Luciano Sileo, responsabile Ufficio Zootecnia della Cia lucana - nell’invitare a maggiore responsabilità le aziende di trasformazione - che stanno (in un maldestro tentativo di fare cartello) minacciando la riduzione del prezzo del latte - a non disattendere gli impegni sottoscritti, richiede il tempestivo intervento dell’ assessore all’Agricoltura Roberto Falotico e la immediata convocazione della Commissione paritetica sulla gestione dell’accordo sul prezzo del latte istituita presso la Regione Basilicata al fine di ripristinare le più elementari regole relative agli accordi interprofessionali.

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