domenica, 06/07/2008, 23.58.43 h

NEWSFOOD.com Piemonte

 
 

Dalle Regioni / Piemonte - Famiglia

«Percorso nascita» in Piemonte

Un nuovo modello organizzativo per migliorare l'Assistenza a mamme e neonati

© REGIONE.PIEMONTE.it - Pubblicata il 14/05/2008

 
Stampa l'articolo  Stampa l'articolo   Segnala la notizia  Segnala l'articolo    Invia un commento  Invia un commento    RSS Feed  RSS Feed

Torino - Le aziende sanitarie si riorganizzano, per offrire alle mamme e ai neonati una migliore qualità dell’assistenza e una presa in carico completa dal concepimento fino al periodo immediatamente successivo alla nascita, lo ha stabilito la Giunta regionale, con una delibera in cui si fissano le linee guida del «Percorso nascita», cioè dell’insieme degli interventi sanitari, educativi e sociali che dovranno essere garantiti in gravidanza, durante il parto e nel periodo immediatamente successivo, a tutte le donne e i loro bambini in Piemonte.

«L’intento generale del provvedimento – spiega l’assessore alla tutela della salute e sanità, Eleonora Artesio – è quello di favorire il più possibile il benessere e la salute della gravida e del feto, che devono essere assistiti, accompagnati e sostenuti dal Sistema sanitario dal momento della gestazione ai primi mesi di vita, anche al fine di consentire una tempestiva identificazione degli eventuali fattori di rischio, per mettere in campo le necessarie azioni di protezione. Per questo, il testo approvato oggi, prodotto da un gruppo di lavoro costituito ad hoc presso l’Assessorato,  fornisce ai direttori generali obiettivi specifici e indicatori di risultato che devono essere raggiunti, attraverso il riordino dei servizi coinvolti (consultori, ambulatori specialistici, Punti nascita, terapie intensive neonatali) e la loro messa in rete. A partire da questi indirizzi, i manager dovranno produrre ora un proprio piano aziendale, in cui vengano definite le strutture e le modalità attraverso cui il «percorso» potrà essere assicurato sul territorio, anche sulla base delle caratteristiche specifiche della  popolazione di riferimento».

Il documento si articola in fasi successive, per ciascuna delle quali si descrive che tipo di assistenza debba essere prestata e quali siano le figure professionali e i punti della rete interessati. Tra le novità introdotte dal documento, in particolare, figura l’indicazione che in ciascuna delle quattro aree sovrazonali del Piemonte (Torino; Cuneo; Alessandria e Asti; Novara, Vco, Biella e Vercelli) debba essere presente almeno una struttura in cui si assicuri la possibilità di fruire dell’analgesia epidurale. Inoltre,  in ciascuna Asl dovrà essere attivato almeno un ambulatorio ostetrico con apertura prolungata una volta la settimana, per le coppie con maggiore difficoltà di accesso ai servizi, e almeno un ambulatorio per le gravidanze a rischio. Ai direttori generali, inoltre, viene prescritto di concentrare la diagnostica di screening prenatale e quella invasiva in servizi che mantengano una casistica sufficiente a garantire la qualità dell’esame (300 l’anno nel caso dell’amniocentesi), nonché di estendere a tutta la regione il servizio di trasporto neotanatale di emergenza a carico delle terapie intensive di III livello. Infine, dovrà essere creato almeno un punto di sostegno all’allattamento al seno in ciascun Distretto, in modo che si possa ridurre la caduta di questa pratica dopo le dimissioni dall’ospedale, e in ogni azienda dovrà essere garantita la presenza di almeno un operatore con la qualifica di IBCC (consulente internazionale allattamento), per la presa in carico degli allattamenti con problematiche complesse.

Pubblicità di Google

Stampa l'articolo  Stampa l'articolo   Segnala la notizia  Segnala l'articolo    Invia un commento  Invia un commento    RSS Feed  RSS Feed