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Artigiani: la Regione Marche sostiene le PMI
Verso la Banca Unica di Garanzia. Spacca: "C'è la ferma volontà politica di semplificare l'accesso al credito e sostenere lo sviluppo"
© REGIONE.MARCHE.it - Pubblicata il 25.05.08
«Oltre 17mila imprese artigiane hanno usufruito di fondi regionali negli ultimi tempi - ha detto il presidente Spacca a Jesi durante il convegno «Credito per lo sviluppo delle pmi: l'alleanza fra Banche e Confidi» sottolineando l'ottimo rapporto di collaborazione in atto fra Società di garanzia e Confidi - E' questa la testimonianza migliore del funzionamento delle cooperative di garanzia e del sistema Confidi, strumenti necessari e preziosi per lo sviluppo marchigiano.
Attraverso la Società regionale di garanzia, modello riconosciuto come valido e originalissimo a livello europeo, siamo entrati nella top ten europea per quanto concerne il sostegno alle pmi artigiane. Dobbiamo insistere su questa strada. Come pure dobbiamo implementare i processi di integrazione e fusione fra i Consorzi di Credito fino alla realizzazione della Banca Unica di garanzia regionale».
Positivi i dati forniti dal responsabile dell'area creditizia di Confartigianato Claudio Re. Nelle Marche ci sono ben 52.544 imprese artigiane, il 29% del totale che attesta la regione come la più artigiana d'Italia: al comparto artigiano sono andati nel 2007 3,2 miliardi di euro di finanziamenti vuole dire che ogni azienda artigiana ha potuto beneficiare in media di 60.000 euro!
Ferma e supportata da tali cifre, nell'impegno continuativo e futuro, la risposta alla provocazione del presidente della Cooperativa Rabini, Sauro Vignoni che, insieme al presidente regionale Valdimiro Belvederesi, ha chiesto la massima attenzione politica al problema dell'accesso al credito, considerato come ha detto in apertura Giorgio Cataldi segretario provinciale Cgia, il tema più attuale e pesante del nostro sistema produttivo.
«Nonostante i ritardi anche la pubblica amministrazione si muove: c'è una chiara e forte volontà di partecipare all'evoluzione del sistema competitivo comprendendo il cambiamento in atto, e quindi innescando il processo di semplificazione delle pratiche, aumentando i servizi e i meccanismi di finanziamento, diminuendo la pressione fiscale (la previsione è di -1,8% quest'anno), troppo pesante per il nostro sistema produttivo. Ce ne siamo resi conto a iniziare dalla Sanità, dove questa giunta con grande attenzione è riuscita a tornare al pareggio del bilancio. Così come ci siamo assunti l'impegno di alleggerire le tasse che gravano sulle famiglie marchigiane, restituendo già di fatto 40 milioni di euro. La politica del contenimento dei costi fa sì che la Regione Marche abbia tagliato molte attività non utili alla sviluppo generale migliorando il costo d'aggravio delle spese che, ripartite su ogni cittadino marchigiano, è già passato da 105 euro del passato a 92 euro di oggi».
Infine, dopo le relazioni tecniche degli esperti Giovanni Ciafrè (università di Teramo) che ha sottolineato l'urgenza di formare gli imprenditori a gestire un nuovo rapporto con le banche, e di Claudio D'Auria (ex dirigente Bankitalia) che ha ricordato la necessità di evitare - stante già Basilea 2 a complicare le cose - la doppia valutazione per l'accesso al credito, prima del Confidi poi della banca per la stessa impresa, la parola è stata data ai diretti interlocutori: Bpa, Bancamarche, Banca Intesa e Carifac.
L'alleanza fra Confidi e sistema bancario è possibile e altamente auspicabile. «E' il rafforzamento che tutti gli imprenditori si aspettano» ha concluso l'on. Maria Paola Merloni. «E' la risposta del locale alle cattive e difficili politiche monetarie europee che non aiutano la competitività internazionale» ha detto Mario Baldassarri neopresidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato.
Ribadita dunque massima attenzione, sostegno politico e volontà tecnica di aggregare gli sforzi per l'accesso al credito, da ogni parte il convegno è stato considerato un passo avanti per lo sviluppo di aziende marchigiane già meritevoli di resistere ad ogni vento di crisi? La riprova migliore, come nelle conclusioni Confartigianato - che le nostre piccole, spesso piccolissime imprese artigiane, sono già «grandi dentro», ma quando si mettono insieme possono esserlo anche fuori.
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