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Lombardia

  

Dalle Regioni / Lombardia - Federalismo fiscale

Federalismo, Formigoni: «Governo pronto al negoziato»

Plauso per parole di Napolitano, respinte critiche Chiamparino

© REGIONE.LOMBARDIA.it - Pubblicata il 27.05.08

 

Milano - Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha reso noto di aver chiesto e ottenuto dal Governo la riapertura, a breve, del Tavolo di negoziazione sul federalismo differenziato: «Ho appreso con gioia - ha detto oggi in una conferenza stampa tenuta insieme all'assessore alle Risorse, Finanze e Rapporti istituzionali, Romano Colozzi - che il Governo è pronto a riaprire il Tavolo con Regione Lombardia».

La Regione chiede di ottenere competenze su 12 importanti materie (dall'ambiente ai beni culturali, dalla scuola alla sanità ) «per poterle amministrare meglio a vantaggio dei cittadini», ha precisato il presidente. Il quale ha aggiunto che «insieme al Tavolo sul federalismo differenziato si dovrà aprire anche il Tavolo sul federalismo fiscale, perché in corrispondenza di questi compiti in più di cui vogliamo farci carico, dovranno esserci più risorse che rimangono sul territorio. Federalismo fiscale è avere più risorse per governare meglio in un'ottica di responsabilità e trasparenza: i cittadini devono sapere bene quanto spendiamo e che cosa realizziamo con i soldi spesi».

Formigoni ha ricordato che «di questo federalismo ha parlato anche oggi il presidente della Repubblica, le cui parole sottoscrivo pienamente» (il Capo dello Stato ha detto che «il federalismo fiscale è da tempo diventato ineludibile in attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione», ndr.). «E' un federalismo - ha sottolineato ancora Formigoni - destinato a fare bene a tutta l'Italia perché anche le Regioni più in difficoltà saranno stimolate a mettersi alla rincorsa di quei risultati migliori che nelle Regioni più virtuose già vengono realizzati».
Il presidente lombardo assicura che con il Governo c'è piena collaborazione e nota con piacere che i ministri competenti intendono portare rapidamente in Consiglio dei ministri un disegno di legge sul federalismo fiscale. Rispondendo alle domande dei giornalisti, respinge le critiche del ministro ombra del PD e sindaco di Torino, Chiamparino, alla proposta federalista lombarda: «Credo che Chiamparino si confonda. Tanto è vero che ho parlato con Veltroni (nell'incontro di venerdì scorso al Palazzo della Regione) trovandolo d'accordo con la nostra impostazione. E' chiaro che, nella nostra proposta, vengono trasferite delle risorse finanziarie dallo Stato alle Regioni ma in cambio del fatto che le Regioni stesse si assumono più compiti e responsabilità. Quindi Chiamparino non deve spaventarsi se ci sono delle risorse che rimangono alle Regioni.
Il federalismo è fatto di questo: più responsabilità per le Regioni, più trasparenza per i cittadini, servizi più efficienti. L'Italia non ne uscirà certamente spaccata - conclude Formigoni - anzi, le Regioni più in difficoltà si troveranno indicata la strada per raggiungere quello che nelle Regioni più virtuose già è pratica quotidiana».

Formigoni e Colozzi hanno spiegato poi che Regione Lombardia, «nell'ambito dell'attuazione del Titolo V della Costituzione riformata» (dalla maggioranza di centrosinistra nel 2001, ndr.) si muove giocando una duplice partita: quella del federalismo differenziato, cioè l'attuazione dell'articolo 116 attraverso il negoziato con il Governo per l'attribuzione di 12 materie, e quella del federalismo fiscale, per l'attuazione dell'articolo 119.
La prima partita, il federalismo differenziato, ha come Magna Charta la Risoluzione approvata con maggioranza bipartisan in Consiglio regionale lombardo il 4 aprile 2007. Quella del federalismo fiscale ha una piattaforma comune con tutte le altre Regioni «che dopo un lavoro di anni - ha ricordato Formigoni - hanno condiviso i principi applicativi dell'articolo 119 della Costituzione riformata» (7 febbraio 2007).
Il presidente lombardo sottolinea che il federalismo condiviso in questo documento è «solidale e competitivo», cioè non scorda le Regioni svantaggiate ma nello stesso tempo le spinge a recuperare. Prevede «una compartecipazione alla fiscalità nazionale insieme a tributi propri delle Regioni», secondo «un paniere dinamico e flessibile da concordare con il Governo».
Mantiene il principio della perequazione (la solidarietà tra le Regioni), «e la Lombardia certo non vi si sottrae», che però «va ridiscussa nelle forme, perché non può essere eterna: se ci deve essere una spinta virtuosa, cioè all'aumento dell'efficienza e alla diminuzione dei costi, il livello della perequazione deve essere destinato a diminuire».
Un terzo documento è la Proposta di legge al Parlamento, formulata dal Consiglio regionale e approvata il 21 giugno 2007.
Vi si parla tra l'altro di compartecipazione all'Iva (80%) e ad altre imposte. Essa «disegna - per Formigoni - una possibile applicazione di questi principi condivisi da tutte le Regioni» (quelli indicati dal Documento delle Regioni sopra citato, ndr.), cioè una «esemplificazione caratterizzata da semplicità e trasparenza», con cui la Regione «ha inteso suonare un colpo di gong».

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