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Vino: piano dei controlli su DOC e DOCG piemontesi
La Regione costituisce Tavolo di filiera per l'attuazione su tutto il territorio
© REGIONE.PIEMONTE.it - Pubblicata il 27.05.08
Torino - La Regione ha istituito il Tavolo di filiera vitivinicola, che dovrà procedere all'individuazione dei soggetti incaricati di effettuare il piano controlli, anche per quelle denominazioni per le quali il piano non è stato ancora attivato (corrispondenti a circa un terzo delle superfici vitate), completando così, su tutto il territorio, l'applicazione del piano dei controlli sui vini a denominazione d'origine, previsto dal Decreto Ministeriale 29 marzo 2007 e avviato in Piemonte sin dall'autunno scorso.
Sui restanti due terzi della superficie vitata piemontese, infatti, il piano è già stato attivato.
Il Tavolo costituito in sede regionale - così come previsto dai Decreti Ministeriali - è dunque formato dalle maggiori organizzazioni dei viticoltori, vinificatori e imbottigliatori: Coldiretti Piemonte, CIA Piemonte, Confagricoltura Piemonte, Confcooperative Piemonte-Fedagri, Associazione regionale Cooperative Agroalimentari Lega Coop Piemonte, Federvini, Confederazione Italiana della vite e del vino - Unione Italiana Vini (queste ultime attraverso rappresentanti regionali).
Il Tavolo di filiera dovrà lavorare sulle denominazioni per le quali non è ancora stato individuato il soggetto incaricato dei controlli, corrispondenti a circa un terzo (il 33,62%) della superficie vitata (tabella completa in allegato). Si potrà ricorrere, ai fini del completamento dell'iter, a incontri preparatori di approfondimento da svolgersi nelle singole realtà territoriali.
I soggetti individuati dal Tavolo per la gestione dei controlli, con l'approvazione regionale, dovranno essere formalmente incaricati dal Ministero per le Politiche Agricole.
«Siamo stati la prima Regione italiana a dare attuazione al piano dei controlli con una modalità di gestione che coinvolge gli enti del territorio - ricorda l'Assessore regionale all'Agricoltura Mino Taricco - ora stiamo proseguendo con impegno e concretezza su questa strada, per dare piena operatività al piano su tutto il territorio e per tutte le DOC e DOCG piemontesi che ancora mancano all'appello. Sono convinto che la procedura di controllo, applicata al prodotto che arriva in bottiglia al consumatore, ma anche all'intero processo di vinificazione, possa essere una garanzia importante di trasparenza per il consumatore stesso.»
Il protocollo di intesa firmato a novembre.
Il protocollo di intesa che ha dato attuazione in Piemonte - prima fra le Regioni italiane - al piano dei controlli previsto dal Ministero sui vini di qualità prodotti in regioni determinate (i cosiddetti VQPRD), ovvero le DOC e DOCG è stato firmato lo scorso 14 novembre 2007 ad Alba, in occasione di «Piemonte Anteprima Vendemmia». Sulla base delle linee guida generali fissate dai Decreti Ministeriali 29 marzo e 13 luglio 2007, il Piemonte ha scelto di attuare i controlli con una modalità gestionale fondata sulla semplificazione degli adempimenti e sulla sinergia tra gli enti operanti sul territorio, in particolare Consorzi di tutela, Camere di commercio e Province.
L'esito finale è il rilascio delle fascette, stampate dal Poligrafico dello Stato, uniche e garantite per ogni bottiglia, dalle quali sarà possibile risalire a ritroso sino al vigneto di origine, grazie alla informatizzazione dell'intero sistema.
Ad Alba il 14 novembre il protocollo di intesa è stato firmato da Regione Piemonte, Federazione dei Consorzi di Tutela del Piemonte e Unioncamere Piemonte. In attuazione dell'intesa, hanno sottoscritto l'accordo il Consorzio Barolo Barbaresco Alba Langhe Roero, il Consorzio Vini d'Asti e Monferrato, il Consorzio dell'Asti, il Consorzio Vini d'Acqui, il Consorzio del Gavi; la Camera di Commercio di Cuneo, la Camera di Commercio di Asti, la Camera di Commercio di Alessandria.
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