© COLDIRETTI.it - Pubblicata il 03/06/2008
La suinicoltura italiana è mobilitata e Cremona si prepara a dare il proprio contributo, come deciso stamattina dall’assemblea che ha riunito i suinicoltori del territorio (convocati alle ore 10:30 presso l’Ufficio Zona Coldiretti di Cremona, in via Ruffini), per l’intera settimana gli allevamenti suinicoli non consegneranno animali ai macelli.
Un blocco – assicurato in terra cremonese a partire dalla data di oggi – che ci si aspetta venga deciso e posto in atto in tutte le altre province e regioni vocate a questa produzione. Sono in corso in questi giorni, infatti, analoghi incontri con gli allevatori, convocati dalla Coldiretti e dalle Associazioni di prodotto in tutte le realtà vocate alla suinicoltura del territorio nazionale, con l’intento di condividere una linea d’azione comune.
«Per i nostri allevamenti sarà un grande sacrificio, ma è un passo necessario, in questa mobilitazione che ha lo scopo di portare la grande industria di trasformazione e commercializzazione del prosciutto a riconoscere un equo prezzo per i suini italiani» evidenzia Assuero Zampini, Direttore di Coldiretti Cremona, presente all’incontro accanto a Pietro Scolari, Responsabile dell’Ufficio economico Coldiretti, e a Roberto Antonioli, imprenditore che rappresenta la Federazione al tavolo provinciale per la suinicoltura e nella commissione rilevazione prezzi in Camera di Commercio.
L’incontro si è aperto con la relazione, proposta da Zampini, in merito agli incontri svoltisi a Roma mercoledì scorso, presso la sede dell’Associazione Nazionale Allevatori Suini (dove si è svolto un vertice fra i rappresentanti dei suinicoltori, Assica e i Consorzi di tutela) e al ‘tavolo della filiera suinicola’ riunito presso il Ministero per le politiche agricole alimentari e forestali.
«Assica ha dato atto del periodo nero che gli allevamenti italiani stanno vivendo, ma non ha concesso una vera apertura sulla questione – ha rimarcato Zampini –. Gli industriali, purtroppo, perseverano in una posizione che non vuole riconoscere né premiare la qualità che nasce nei nostri allevamenti, base imprescindibile per le grandi Dop».
Una importate presa di posizione è giunta, invece, da parte del nuovo Ministro per le Politiche agricole. «Nel rispetto dell’impegno che avevamo preso con i nostri imprenditori agricoli, posso confermare che il Ministro per le politiche agricole è già stato coinvolto in merito alla difficile situazione del comparto e alle azioni che l’agricoltura italiana sta attivando. Il Ministro condivide moltissime delle posizioni espresse dalla parte agricola a partire dall’esigenza di arrivare quanto prima all’origine obbligatoria in etichetta anche per i prodotti che derivano dai suini» ha testimoniato Zampini.
«Condividendo la posizione espressa da Coldiretti, che ha proposto un provvedimento legislativo urgente per l’obbligo dell’indicazione dell’origine dei suini sulle confezioni di carni fresche e sui prodotti di salumeria, il Ministro Zaia si è detto pronto a fronteggiare anche l’opposizione a Bruxelles, pur di agire in tal senso, così da dare impulso alle produzioni italiane» ha proseguito Zampini, confermando l’impegno preso dal Ministro di riconvocare già nei prossimi giorni i rappresentanti dei suinicoltori. Proprio nella convinzione che l’intervento del Ministero possa essere rapido e positivo, si è voluto dar vita ad una settimana di mancata consegna dei suini, in attesa dei prossimi sviluppi.
Rivolgendosi all’assemblea dei suinicoltori, Pietro Scolari ha illustrato le richieste di interventi urgenti che la parte agricola ha sottoposto al Ministro. Le riassumiamo:
• Azione sugli Istituti di credito per la diminuzione dei tassi e per garanzie su prestiti a breve;
• Aumento della percentuale di compensazione sui suini dal 7,30 al 10%;
• Rinvio dei pagamenti dei contributi previdenziali;
• Riservare gli interventi promozionali alle sole denominazioni che prevedano una zona di origine nazionale della carne suina;
• Contributi per lo smaltimento delle carcasse dei suini morti in azienda;
• Semplificazione degli adempimenti burocratici.
Crisi della suinicoltura italiana, parte la protesta - COLDIRETTI.it