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Giustizia, Marrazzo: «Preoccupanti segnali di allarme dalla magistratura»
«La giustizia italiana è come un malato gravissimo, non si può non far nulla ne' usare palliativi, ma non possiamo aspettare che il paziente muoia»
© REGIONE.LAZIO.it - Pubblicata il 06.06.08
Roma - «La giustizia italiana è come un malato gravissimo, non si può non far nulla ne' usare palliativi, ma non possiamo aspettare che il paziente muoia», il presidente della Regione Piero Marrazzo ha usato questa metafora per parlare della giustizia italiana durante il XXIX Congresso dell'Anm (Associazione nazionale magistrati).
«Con grande preoccupazione abbiamo accolto le reiterate grida di allarme che arrivano dalla magistratura il cui operato è minato da una carenza endemica di mezzi e risorse umane».
Secondo Marrazzo «si può tranquillamente affermare che sono ormai noti da molto tempo sia i principali difetti del sistema della giustizia nel nostro Paese sia i rimedi che si dovrebbero approntare per risolverli».
«La giustizia - ha aggiunto Marrazzo - è ormai da troppo tempo avvertita come 'ingiusta'. E, in effetti, non può non definirsi 'ingiusta' quella giustizia che dilata enormemente i tempi dei processi, giungendo ad una sentenza, peraltro non definitiva, dopo molti anni dall'avvio del giudizio in primo grado o dalla promozione dell'azione penale».
Marrazzo ha ricordato «gli aspri rimproveri» mossi dall'Unione Europea che ha sanzionato ripetutamente lo Stato italiano, «che ha fatto ricorso all' inefficace palliativo rappresentato
dalla cosiddetta legge 'Pinto'. Una giustizia in ritardo è, per definizione, una giustizia perdente con un alto costo sociale e confligge inevitabilmente con l'interesse pubblico».
Infine, riferendosi alla lotta contro il malaffare e gli scandali che hanno colpito settori cruciali della Regione, Marrazzo ha concluso: «Qui la nuova Regione Lazio si è posta al fianco della magistratura inquirente e giudicante, raccogliendo rilevanti frutti, sotto forma di restituzioni patrimoniali. E' questa la via sulla quale la Regione intende procedere».
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