© CIA.it - Pubblicata il 11/06/2008
Ancona - Stupore e amarezza, quella della Confederazione italiana agricoltori delle Marche e dell’Associazione pensionati di fronte all’ennesima «dimenticanza» della Regione Marche, che ha appena deciso di sottoscrivere il protocollo regionale sulle politiche sociali e socio-sanitarie coinvolgendo solo alcune sigle sindacali, e non tutte come invece richiederebbe la delicatezza e l’importanza di tali decisioni.
«E’ una decisione -sostiene la Cia Marche in una nota- parziale e discriminante, in quanto per l’applicazione del welfare, si dovrebbe collaborare e coinvolgere tutte le rappresentanze delle categoria dei lavoratori dipendenti dei pensionati. Lavoratori autonomi compresi. E’ noto infatti che il welfare ha la grande funzione di attutire gli squilibri economici e sociali, concorre a far superare le tensioni e le lacerazioni sociali, dovrebbe garantire un modello di vita più consono ad una Paese che vuol dirsi civile: non è possibile che le decisioni siano riservate ad un numero limitato di soggetti».
Una decisone, quindi, discriminante, che penalizza -afferma la Cia Marche- i lavoratori autonomi associati, che fanno capo alle rispettive Organizzazioni di categoria. Categorie che non hanno mai mancato di dare la loro più ampia disponibilità alla concertazione e che, anzi, erano state chiamate al confronto per il Piano Sanitario e, soprattutto nelle audizioni per il Piano Sociale 2008-2010 e in tali contesti avevano avanzato precise proposte. Un atteggiamento per il quale si chiedono ora spiegazioni.
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