SLOWFOOD.it - 11 Agosto 2007
E’ stato recentemente firmato un protocollo d’intesa tra Slow
Food e l’Associazione Medici Diabetologi (AMD), la più grande
associazione scientifica della diabetologia italiana, con
l’obiettivo di promuovere stili di vita e alimentari sani e
nello stesso tempo piacevoli. Il protocollo d’intesa attiva una
collaborazione tra AMD e Slow Food che si svilupperà attraverso
convegni, conferenze e congressi. Le iniziative riguarderanno
tanto il piano della comunicazione (con la pubblicazione di
contenuti specifici sulla rivista mensile Slowfood, sul sito
internet www.slowfood.it e sui siti dell’Associazione Medici
Diabetologi), quanto quello dell’attività didattico-formativa
rivolta a insegnanti, personale medico-infermieristico e
popolazione in genere (per la quale le due associazioni
metteranno a disposizione i propri esperti).
Un’importante riflessione sul tema della salute che implica
necessariamente un’opera di educazione e sensibilizzazione dei
cittadini per la quale Slow Food lavora da tempo.
Silvio Barbero, Segretario nazionale di Slow Food sottolinea che «Slow Food Italia ha voluto stringere questa alleanza con l’Associazione dei Medici Diabetologi per dare forza a momenti specifici, formativi e di comunicazione, nell'ambito di un percorso già intrapreso: l'obiettivo è rafforzare il rapporto tra cibo di qualità e stili alimentari corretti ed evidenziare quanto esso sia importante per la nostra salute».
«Tale accordo si inserisce nella mission di AMD, con l’obiettivo di diffondere la cultura della vita “sana” in tutti i suoi aspetti: culturali, etici e sanitari. La cura di una patologia in costante aumento quale il diabete non può che partire da una comune riflessione sulle strategie di prevenzione. In questa logica l’incontro con Slow Food rappresenta una grande opportunità: i reciproci spazi di comunicazione ospiteranno interventi, proposte di iniziative, documentazione, articoli di approfondimento» ha dichiarato Adolfo Arcangeli, presidente dell’AMD.
Il diabete rappresenta una delle patologie più diffuse nel
mondo e sicuramente quella che negli ultimi anni ha registrato
il maggior tasso di crescita. Si è calcolato infatti, che entro
il 2025 le persone affette da diabete mellito di tipo 2 sul
pianeta saranno circa 300 milioni, un trend che sembra
raggiungere le punte più alte nell’area sudamericana,
mediorientale e del Sud-est asiatico. Non solo più piaga dei
Paesi “a sviluppo avanzato”, ma ora anche di quelli in via di
sviluppo che vivono grandi mutamenti nello stile di vita e nelle
abitudini alimentari. L’aumento delle persone affette da questa
patologia non è solo dovuto alla crescita dell’aspettativa di
vita, ma soprattutto ad abitudini alimentari sbagliate: la forte
percentuale di grassi e zuccheri presenti nelle diete, associata
a scarsa attività fisica e sedentarietà (ormai diffusi anche nei
Paesi del sud del mondo, soprattutto dopo l’intensa
urbanizzazione e occidentalizzazione), rappresentano infatti le
condizioni di base per il dilagare della malattia.
Sul fronte italiano le stime circa l’incidenza e la progressione
del diabete confermano la tendenza riscontrata a livello
mondiale. Anche nel nostro paese, infatti, si registrano ogni
anno numerosi nuovi casi, specialmente tra i “nuovi cittadini”
provenienti dall’Est europeo e dal Nord Africa che ormai
consumano abitualmente prodotti sotto accusa come merendine,
bibite gassate e snack ipercalorici. Un quadro allarmante, che
fa parlare di “imminente epidemia di diabete”, e che ha
rappresentato il punto di partenza per la firma del protocollo
d’intesa.
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