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Uno studio rivela che lo stress da calore incide sulla fertilità dei bovini
A partire dalla metà degli anni Ottanta, l'efficienza riproduttiva dei capi da latte è diminuita drasticamente malgrado i progressi della genetica e della gestione delle mandrie
© CORDIS.EUROPA.eu - Pubblicata il 11.09.07
L'aumento delle temperature condiziona pesantemente la fertilità dei bovini, rivela una nuova ricerca concernente il potenziale impatto del cambiamento climatico sul bestiame.
A partire dalla metà degli anni Ottanta, l'efficienza riproduttiva dei capi da latte è diminuita drasticamente malgrado i progressi della genetica e della gestione delle mandrie. Il tasso di fertilità dei bovini è determinato da molteplici fattori e in quest'ultimo studio gli scienziati dell'Università autonoma di Barcellona (Spagna) hanno studiato l'impatto dello stress da calore sui tassi di concepimento.
Lo stress da calore si manifesta quando la temperatura esterna, l'energia radiante, l'umidità e la velocità del vento creano un ambiente più caldo rispetto alla fascia di temperatura nella quale è compresa la zona termica neutra degli animali. Gli scienziati hanno analizzato i dati relativi a oltre 10 000 inseminazioni in quattro mandrie su un periodo di tre anni. Avvalendosi dei dati climatici forniti da una stazione meteorologica nelle vicinanze, gli studiosi hanno ricavato i livelli di stress da calore nei giorni immediatamente precedenti e successivi ad ogni inseminazione.
È così emerso che elevati livelli di stress da calore in momenti strategici riducevano la probabilità di concepimento. Ad esempio un elevato livello di stress da calore tre giorni prima dell'inseminazione riduceva la fertilità, probabilmente a causa dell'assenza di ovulazione. Quest'ultimo fenomeno si è manifestato con una frequenza di 3,9 volte superiore in capi inseminati durante la stagione calda (maggio-settembre) rispetto a quelli inseminati nella stagione più fresca dell'anno.
Anche lo stress da calore nel giorno stesso dell'inseminazione è importante, in quanto potrebbe compromettere la qualità di ovuli, sperma ed embrioni. Inoltre i tassi di concepimento diminuivano se il giorno successivo all'inseminazione la temperatura massima era elevata.
La conclusione dei ricercatori è che i fattori climatici sembrano condizionare pesantemente il tasso di concepimento. Raccomandano quindi agli allevatori di controllare la temperatura (inclusa quella massima) e l'umidità e di attuare misure di raffreddamento laddove opportuno. Durante lo studio, solo temperature giornaliere massime di 20°C o inferiori hanno comportato un aumento della fertilità.
Lo studio è pubblicato sulla rivista «Theriogenology».
Per ulteriori informazioni visitare:
http://www.uab.es
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