Scienze
Testato presso i laboratori nipponici Sofie, il prototipo Ivalsa-Cnr
La casa in legno di sette piani resiste a un sisma devastante
Ha superato brillantemente la simulazione del terremoto di Kobe del 1995, costato la vita a 6 mila persone. Gli scienziati giapponesi: "Un giorno memorabile, cambia la tecnica di costruzione delle abitazioni"
© CNR.it - Pubblicata il 24.10.07
Roma-Kobe, 23 Ottobre 2007 - "Ottimo lavoro, è un giorno memorabile, questo progetto italiano è destinato a cambiare il modo di costruire le case in tutto il mondo". Yoshimitsu Okada, tra i maggiori studiosi al mondo nel campo dei terremoti, è stato il primo a complimentarsi con il professor Ario Ceccotti, direttore dell'Istituto per la valorizzazione del legno e delle specie arboree del Consiglio nazionale delle ricerche (Ivalsa-Cnr), nonché 'papà' di Sofie. La casa di legno di sette piani e alta 23,5 metri, realizzata nei laboratori Ivalsa-Cnr di San Michele all'Adige (Trento) grazie ad un progetto di ricerca finanziato dalla Provincia autonoma di Trento, ha resistito con successo al test antisismico considerato dai giapponesi il più distruttivo per le opere civili: la simulazione del terremoto di Kobe. Mai prima d'ora al mondo una struttura interamente di legno aveva resistito ad una simile forza d'urto, se si fa eccezione per la 'sorella minore' di Sofie a tre piani, che nel luglio 2006 aveva già superato i severi test giapponesi.
L'esperimento ha avuto luogo alle 14.30 ora locale (7.30 italiane), presso l'Istituto
nazionale di ricerca di scienze terrestri e prevenzione disastri di Miki in Giappone.
"Abbiamo lavorato in Italia", spiega Ario Ceccotti, "tenendo presente gli standard
giapponesi per un prodotto globale, perché siamo convinti che la ricerca applicata
non possa che essere apertura verso il mondo, così come una buona idea non conosce
confini".
Il test è il risultato finale di studi e ricerche durate cinque anni, che hanno
individuato nella combinazione di materiali e connessioni meccaniche del prodotto
la tecnica costruttiva ideale contro i terremoti. Un'ipotesi inconcepibile fino
a qualche tempo fa, se si pensa che le normative internazionali vietano le costruzioni
di legno in zona sismica sopra i 7,5 metri di altezza. Almeno fino ad oggi.
Commenta l'assessore alla ricerca, programmazione e innovazione della Provincia
di Trento, Gianluca Salvatori: "Il risultato ottenuto rappresenta per noi un punto
di arrivo e allo stesso tempo di partenza. E' un punto di arrivo in quanto brillante
conclusione di un progetto di ricerca avanzata su un bene materiale, la casa, che
tutti consideriamo tra i più importanti. Siamo stati in grado di invertire l'idea
secondo cui non è possibile costruire case di legno in zone sismiche, con una tecnologia
e un livello di sicurezza molto alti. In questo senso consideriamo i test di Miki
il punto di partenza perché le persone possano beneficiare di questa innovazione".
La tecnologia della casa Sofie (Sistema Costruttivo Fiemme: questo il nome del progetto)
nasce da un forte legame con il territorio del Trentino ed è il prodotto di una
filiera - dal bosco alla casa di legno - che sta incontrando l'interesse di molte
aziende. E che dimostra definitivamente l'assoluta affidabilità e sicurezza del
legno come materiale per l'edilizia, oltre al valore aggiunto in termini di comfort
abitativo, economicità, risparmio energetico e rispetto per l'ambiente. Un nuovo
modello di abitazione con standard certificati e in grado di garantire sicurezza:
la casa di legno Ivalsa-Cnr infatti è anche anti-incendio e il modello di tre piani,
dopo oltre un'ora di test del fuoco, ha conservato ancora intatte le sue proprietà
meccaniche e inalterata la sua struttura.
A Miki, dopo la tragedia di Kobe (nel 1995 la terrà tremò per quasi 30 secondi, provocando quasi 6 mila morti), il governo giapponese ha realizzato il principale centro di sperimentazione antisismico del mondo, dove dal 2004 vengono testati centinaia di prototipi di abitazioni, ponti, palazzine e opere civili e industriali. La lista d'attesa per accedere all'E-Defence (questo il nome del laboratorio) e ottenere l'unica certificazione antisismica riconosciuta in tutto il mondo, dura anni: il prossimo anno la Colorado State University testerà una casa di legno di sei piani, ma questa volta gli italiani hanno battuto sul tempo e in altezza gli americani. E oggi, il professor John van de Lindt (capofila del progetto Usa) e Steve Pryor, dirigente di una multinazionale del settore edilizio, erano seduti in prima fila ad assistere al test della palazzina di legno italiana insieme con ricercatori e imprenditori di tutto il mondo: Stati Uniti, Canada, Colombia, India, Nuova Zelanda, Germania, Vietnam, Korea e Slovenia.
Terremoto in Perù: appello urgente del WFP ai donatori
Scienziati internazionali fanno rotta verso una zona sismica giapponese
ESI 2007: la scala che aiuta a 'prevenire' i terremoti
Più ricerca sui terremoti
Di Pietro: «prorogare sospensioni fiscali e contributive per area terremoto Molise»
«Stretto nella morsa» di due placche tettoniche
Altri articoli sul tema: Terremoto
- ¿En qué se diferencia un banco de una caja de ahorros?
- Perspectivas del mercado de trigo para 2008/09
- Un árbol absorbe de media los gases tóxicos que emiten 100 coches en un día
- Para crisis, la que se avecina en los países del Tercer Mundo
- Federconsumatori: Crisi mutui, 3 milioni e 200 mila famiglie stremate dai continui aumenti delle rate
- ECOFIN: Risposte immediate alla crisi finanziaria
- Classificazione nazionale dei bovini da macello
- Scuola: fiducia anche sul decreto Gelmini
- Riforma contratti, Il PD incontra i sindacati
- Capezzone (FI): “A sinistra qualcuno sarà assalito dalla realtà, prima o poi?"


