© Mena - Tarabbia - Pubblicata il 29/11/2007
Chi desidera rendere le proprie pietanze più saporite e gradevoli al palato ha a disposizione diverse sostanze da aggiungere come condimento al cibo, il primato, tuttavia, spetta indubbiamente all’estratto di carne, che viene ottenuto dalla carne muscolare liberata dalle sostanze albuminoidi coagulabili e dai grassi.
Quello classico (detto Liebig, dal nome del suo inventore) è dunque un concentrato
di carne senza aggiunta di sale, grassi e conservanti di sorta.
Altri estratti sono poi quelli ottenuti dal lievito e dalla idrolisi delle proteine
di origine animale o vegetale e da questi derivano una serie di preparazioni, quali
i dadi per brodo e condimento con molte altre variazioni.
La base di tutte queste preparazioni, comunque, è il sale cui si aggiunge, salvo
la sua dichiarata esclusione, il glutammato monosodico.
Il sale è il componente principale e, raggiungendo il 50-60% del contenuto totale,
è in testa all’elenco degli ingredienti indicati nell’etichetta.
Il glutammato è un ottimo aminoacido essenziale, classificato tra gli additivi come
“esaltatore di sapidità”. Può essere presente fino al 10%, ma, se supera tale quantità
(raggiunge fino il 20%), è obbligatorio dichiararlo espressamente sull’etichetta
Il glutammato, inoltre, ha un sapore tanto accentuato da rendere, purtroppo, uniforme
il gusto delle vivande in cui viene impiegato.
Inoltre, a renderlo un po’ inviso per questo motivo è stata anche la diffusione
della cucina cinese in cui l’additivo è molto usato, tanto da provocare nei consumatori
parecchi casi di manifestazioni d’intolleranza e di allergia, che sono state classificate,
appunto, “dei ristoranti cinesi”.
Seguono, poi, oli e grassi vegetali, idrogenati o non, la cui presenza si aggira
attorno al 20% e non si capisce, perché la legge è equivoca, se comprendono o meno
quelli tropicali così ricchi di acidi grassi saturi ( come quelli del colesterolo).
La presenza dell’estratto di carne nel dado, anche in percentuale minima è interessante,
tanto che un noto produttore ne metteva in rilievo la presenza !!!! dichiarandone…l’1%.
Ma quello che più sorprende (o indigna) è che una recente Decisione della Ce consente
che i dadi per brodo siano fabbricati anche senza carne nei suoi estratti, sostituiti
da sostanze chimiche con l’immancabile glutammato e per colmo d’ironia la dizione
da dichiarare in etichetta è “aroma di carne”.
E’una presa in giro per i consumatori tanto che i loro rappresentanti hanno giustamente
inoltrato insistenti proteste finora inascoltate.
Che i consumatori almeno sappiano!
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