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Quando si parla di possibili future epidemie, si pensa a certe regioni dell'Asia o dell'Africa

Le aree a rischio epidemie

Non si dovrebbero dimenticare le aree più densamente popolate d'Europa. Lo dimostra un rapporto britannico diretto dalla zoologa Kate Jones, pubblicato su Nature

© ADUC.it - Pubblicata il 24/02/2008

 
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Quando si parla di possibili future epidemie, si pensa a certe regioni dell'Asia o dell'Africa. Ma non si dovrebbero dimenticare le aree più densamente popolate d'Europa. Lo dimostra un rapporto britannico diretto dalla zoologa Kate Jones, pubblicato su Nature.

Il gruppo ha analizzato i dati delle epidemie infettive tra il 1940 e il 2004: in tutto 335. E ha visto che i maggiori rischi provengono, in tutto il mondo, da infezioni trasmesse dall'animale all'uomo, le zoonosi (60%). In Europa e Nordamerica s'aggiungono i germi patogeni resistenti ai farmaci (20%). I ricercatori si sono poi cimentati con le circostanze che favoriscono la diffusione delle malattie.

Le due principali sono la densità e l'incremento repentino della popolazione; seguono gli allevamenti intensivi. L'Europa, come tutti i Paesi industrializzati, dispone di buone condizioni sanitarie che le consentono di difendersi meglio dalle infezioni, ma non deve sottovalutare il pericolo «abuso di antibiotici».

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