© MINISTEROSALUTE.it - Pubblicata il 13/03/2008
Un bilancio positivo ma con alcune criticità da affrontare, questa in estrema sintesi la valutazione sull’attività di donazione e trapianto d’organi nel 2007, e che ci si trovi davanti ad un anno particolare lo testimoniano, ad esempio, l’entusiasmo per il trapianto effettuato a Palermo, il primo al mondo, su un soggetto sieropositivo da HIV.
E, dall’altra parte, l’incredulità e lo smarrimento per quanto accaduto a febbraio a Firenze, in una struttura d’eccellenza, quando furono prelevati e trapiantati organi infettati dal virus HIV per colpa di un tragico, quasi inspiegabile, errore umano.
Due sentimenti che tuttavia trovano ambedue collocazione nella realtà del nostro sistema di trapianti. Un sistema che ha saputo reagire immediatamente dopo l’incidente con verifiche e nuove procedure di controllo e che, con il primato di Palermo, conferma l’eccellenza nei trapianti sui sieropositivi. Una caratteristica della nostra rete trapiantologia che si pone infatti al secondo posto in Europa con oltre 70 pazienti portatori del virus HIV trapiantati dal 2002.
Un livello di eccellenza che riguarda il complesso della rete e che ci consente proprio per questo di poter parlare di sconcerto ed errore inspiegabile in riferimento all’episodio di Firenze, proprio perché esso è avvenuto in un sistema ad altissima qualità e con rigidi standard di controllo riconosciuti come tali anche dall’ultima verifica effettuata su tutta la rete nazionale in collaborazione con l’Organizzazione mondiale della sanità .
L’errore umano purtroppo non è, come noto, del tutto eliminabile ma è certo che il sistema ha reagito prontamente. Non solo con l’indagine internazionale di verifica ma anche adottando repentinamente ulteriori misure di prevenzione dell’errore e decidendo di raddoppiare i controlli sui refertaggi degli organi.
Ma il 2007 è stato un anno importante anche per le donazioni. Temevamo un loro crollo dopo l’incidente e invece gli italiani hanno confermato la loro fiducia nel sistema con indici di donazione allineati con quelli del 2006 (il calo è stato limitato al 3,3% ma in alcune realtà si è avuto addirittura un aumento, come in Puglia, Sicilia, Trento, Veneto e Umbria e in molte regioni, per prima la Toscana dove è avvenuto l’incidente, le donazioni sono rimaste stabili).
A questo risultato ha contribuito anche l’impegno delle associazioni e delle istituzioni che hanno proposto campagne informative, spot e costanti azioni di sensibilizzazione in tutta Italia.
Per quanto riguarda il numero dei trapianti nel 2007 ne sono stati effettuati 3.021 (169 in meno del 2006). In particolare, nell’ultimo anno, sono stati 1.573 i pazienti che hanno ricevuto un trapianto di rene, 1.033 hanno ricevuto il fegato, 308 il cuore, 76 il pancreas, 2 l’intestino. Da segnalare il trapianto di polmone che ha registrato un aumento di oltre il 20% rispetto al 2006. Sono stati, infatti, effettuati 112 trapianti di polmone contro i 93 dell’anno precedente
Dati di sistema
Il sistema si colloca sopra alle medie europee per le donazioni stimate a 16 donatori per milione; si evidenziano risultati superiori, in termini di sopravvivenza, a quelli dei migliori centri europei (fonte Collaborative Transplant Study dell’Università di Heidelberg) ed è tuttora l’unico programma in Europa che pubblica annualmente i risultati di tutti i centri (sito web del Ministero della salute) valutando anche l’impatto della complessità della casistica.
Quanto alle liste di attesa, ad oggi, sono 9.682 i pazienti in attesa di un organo, in particolare 6.805 attendono un rene, 1.479 il fegato, 829 in attesa di cuore, 258 il pancreas, 318 il polmone.
Come già sottolineato oltre 70 pazienti portatori del virus HIV sono stati trapiantati dal 2002. Si tratta del secondo programma di trapianto su sieropositivi in Europa, con 60 trapianti di fegato, 13 di rene, 2 pancreas e 1 di polmone. Il programma ha evidenziato che in ambito trapiantologico non esistono differenze dovute alla sieropositività .
Il nostro Paese ha effettuato nel 2007, 78 trapianti di cellule staminali emopoietiche per milione di abitanti (4.500 in totale) ed è il primo in Europa.
I donatori di tessuti sono stati 10.816 e 12.327 i pazienti che hanno ricevuto un trapianto (cornea, osso, segmenti vascolari, valvole cardiache, cute, membrana amniotica).
L’Unione europea ha affidato al Centro Nazionale Trapianti il compito di raccogliere a livello europeo tutti dati relativi ai trapianti di cellule e tessuti effettuati negli Stati Membri e di coordinare il gruppo di esperti che sta scrivendo le regole per le norme di qualità delle banche dei tessuti e delle cellule.
L’Unione Europea ha anche chiesto ed ottenuto dal Ministero la disponibilità per cedere ad altri paesi il modello del sistema informativo dei trapianti, basato sul «codice unico» per l’univoca identificazione e tracciabilità delle donazioni di organi, tessuti e cellule indicato dal Comitato europeo per la standardizzazione come esempio di riferimento
Ai fini di una valutazione complessiva della sicurezza e della qualità del sistema trapianti italiano, il Ministero della Salute ha affidato nel marzo scorso all’Organizzazione mondiale della Sanità il compito di verificare la sicurezza del sistema.
Le valutazioni dell’Oms sono risultate assolutamente positive: la rete dei trapianti viene riconosciuta come uno strumento che ha consentito di realizzare grandi passi in avanti in questo settore. Il lavoro effettuato dal Centro Nazionale viene valutato come eccellente.
Anche l’impostazione delle linee guida e del sistema della sicurezza è stata ritenuta efficace; importanti suggerimenti per il miglioramento del sistema hanno riguardato la struttura della rete, le funzioni dei centri regionali, la certificazione dei laboratori, l’avvio per tutti gli operatori di percorsi di formazione su basi nazionali, lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione nel settore.
Una recente indagine sul rapporto dei cittadini con tema della donazione ha evidenziato che le maggiori resistenze sono dovute alla paura della morte e si verificano in maggior parte quando è carente o insufficiente l’informazione e la comunicazione con le strutture sanitarie.
Appare quindi importante aumentare la sensibilità dei cittadini verso la donazione. Sia con apposite campagne informative, sia con specifici progetti formativi per il personale sia facilitando le procedure e le occasioni per manifestare la propria volontà alla donazione.
Proprio a tal fine il Ministro della Salute Livia Turco ha predisposto un aggiornamento del decreto 8 aprile 2000 sulle modalità per l’espressione di volontà alla disponibilità dei propri organi, prevedendo che essa si possa effettuare anche presso i Comuni che aderiranno all’iniziativa o presso i Centri regionali di riferimento per i trapianti.