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A darne notizia è l’edizione on line di Nature Medicine

Una variante genetica protegge gli afro-americani dalle malattie cardiache

“Si tratta – afferma Stephen B. Liggett, coordinatore dello studio – del primo caso in cui una variante genetica dimostra di poter svolgere la stessa attività di un farmaco utilizzato per trattare una malattia”

© ASSOBIOTEC.it - Pubblicata il 29/04/2008

 
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I ricercatori dell’Università del Maryland hanno scoperto una variante genetica appartenente a circa il 40% degli afro-americani che li protegge dopo un attacco cardiaco altrettanto efficacemente di una terapia di farmaci betabloccanti, a darne notizia è l’edizione on line di Nature Medicine.

«Si tratta – afferma Stephen B. Liggett, coordinatore dello studio – del primo caso in cui una variante genetica dimostra di poter svolgere la stessa attività di un farmaco utilizzato per trattare una malattia».

Gli scienziati americani hanno osservato due geni, GRK2 e GRK5, trovando una variante specifica, denominata GRK5-Leu41, che riduce gli effetti dell’adrenalina sulle cellule del cuore. Uno studio condotto su 375 adulti afro-americani ha poi mostrato come tra coloro che non assumevano betabloccanti quelli con una variante GRK5-Leu 41 vivevano il doppio rispetto a quelli con la variante più comune. La stessa speranza di sopravvivenza riscontrata nella variante normale con assunzione di betabloccanti.

«Il medesimo tipo di analisi genetica – afferma Liggett – sarà ora condotta inevitabilmente su altri farmaci e altre patologie. L’obiettivo è di arrivare a una terapia sempre più mirata per gli individui».

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