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Salute

  

OSU-HDAC42 è in grado di riattivare i geni che normalmente proteggono dal cancro

Un agente sperimentale blocca il cancro alla prostata

In un esperimento condotto su topi con una forma aggressiva della malattia

© ASSOBIOTEC.it - Pubblicata il 04.06.08

 

OSU-HDAC42, dietro questa sigla si nasconde un agente, appartenente a una nuova classe di farmaci denominata inibitori di istone deacetilase, che si è dimostrato in grado di bloccare la progressione del cancro alla prostata in un esperimento condotto su topi con una forma aggressiva della malattia.

OSU-HDAC42 è in grado di riattivare i geni che normalmente proteggono dal cancro ma che sono disattivati proprio dal processo canceroso. Nell'esperimento condotto all'Ohio State University, l'agente ha consentito di evitare che i topi in una condizione precancerosa sviluppassero una forma avanzata di cancro alla prostata, con l'unico effetto collaterale evidenziato di un restringimento reversibile dei testicoli.

Secondo Steven Clinton, coordinatore della ricerca americana, «lo studio mostra che un agente con uno specifico target molecolare può drasticamente inibire lo sviluppo del cancro alla prostata in un modello aggressivo della malattia». «Speriamo - ha fatto sapere Clinton - di vedere presto OSU-HDAC42 in fase di sviluppo clinico, e di poterlo utilizzare in seguito nelle terapie preventive».

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